Forello non sta con Salvini: “Su migranti e rom sbaglia eticamente e politicamente”

Con un lungo post su Facebook il capogruppo al consiglio comunale del M5S Ugo Forello ha preso nettamente le distanze dalle politiche sui migranti e sui rom del ministro dell’Interno Matteo Savini.

Questo il testo pubblicato da Forello nella sua pagina social:

“Prima di tutto, c’è il diritto di avere diritti e il senso di umanità.

“Non sono in gioco solo numeri, bensì persone, con la loro storia, la loro cultura, i loro sentimenti e le loro aspirazioni… Queste persone hanno bisogno di una protezione indipendentemente dal loro status…” (cit. Papa Francesco).

È evidente che l’UE si sia sostanzialmente disinteressa della questione degli sbarchi degli immigrati, in costante violazione degli obblighi di cooperazione e solidarietà; ancora, è noto che l’Italia, fino ad adesso, non ha avuto la capacità di promuovere una strategia condivisa per attuare un’equa ripartizione degli oneri e onori dei flussi migratori provenienti dal nord africa fra tutti i paesi europei. Inoltre, i famosi corridoi umanitari, che sarebbero la soluzione per mettere fine ai viaggi della speranza, alla criminalità degli scafisti e, soprattutto, alla strage di innocenti nel Mar Mediterraneo, sono rimasti lettera morta.

Purtroppo, oggi sembra impossibile affrontare la vicenda dell’immigrazione in modo “laico”, senza cadere in steriotipi e in una retorica vuota di contenuto e disancorata dalla realtà, dal chiudere le frontiere e i porti al permettere a tutti, indistintamente, l’accesso libero al nostro paese.

A riguardo, è bene ricordare che i migranti che sbarcano in Italia – secondo la legislazione vigente (voluta dai governi di destra, centro e, poi, sinistra) – possono rimanere solo se ottengono il diritto d’asilo, per la tutela dei diritti fondamentali riconosciuti dalla costituzione e da trattati internazionali, oppure se sono minorenni; in tutti gli altri casi non potrebbero restare e, al contempo, commettono anche il reato di clandestinità (la base del MoVimento nel gennaio del 2014 si è espressa a larga maggioranza per l’abolizione del reato stesso).

Tra l’altro, i “clandestini” di cui spesso si parla, sono le stesse persone che vengono sfruttate per lavorare in nero nei campi, nelle concerie, nell’allevamento del bestiame, nell’industria dell’accoglienza.

La crisi culturale e sociale che attraversiamo è senza precedenti e i cittadini sono spinti a polarizzarsi su posizioni opposte e contrapposte.

È in queste condizioni che la forma diventa sostanza e che le parole, usate a sproposito e in modo spregiudicato, possono diventare un’ “arma di distruzione di massa”, alimentando l’odio, il rancore e le divisioni; e la forza politica più grande del paese ha il dovere di indicare la “via maestra”, nella quale il dovere di accoglienza si coniughi con l’esigenza di creare un sistema sostenibile dei flussi, con senso di responsabilità e, soprattutto, senza buttare benzina sul fuoco.

Il problema sta nel modo, che ritengo eticamente e politicamente sbagliato, con cui in queste prime settimane si è mosso il “neo” ministro degli interni con le dichiarazioni sui migranti, sull’omicidio di Regeni e, per ultimo, sui Rom. Sembra che la propaganda e gli spot, superficiali per definizione, abbiano preso il sopravvento; ma argomenti di tale importanza, invece, dovrebbero essere affrontati con particolare accuratezza e meticolosità.

Non so se “alzare la voce paghi” e se il caso Aquarius sia stata una “vittoria” per qualcuno, ma per il popolo italiano è stato solo uno specchio per le allodole, una decisione che nulla risolve, rivolta alla “pancia” dei cittadini che sono anche dotati (e per fortuna…) di un grandissimo cuore e testa.

L’Italia non è solo un luogo nel quale dilaga un senso di fragilità, insicurezza, paura e inquietudine, ma è anche un paese capace di sognare, di creare relazioni sociali basate sull’empatia, di avere fiducia nel prossimo e nel futuro.
Gli italiani sono un popolo in grado di applicare e rispettare, nella vita di tutti i giorni, il “diritto di avere diritti” in una società che metta al centro la dignità delle persone, i valori di solidarietà e umanità e il rispetto dei beni comuni, come magistralmente ricordava il Prof. Rodotà (il nostro candidato alla Presidenza della Repubblica nel 2013).

Il MoVimento è stato in grado di essere l’interprete di una “nuova idea di cittadinanza, di un patrimonio di diritti che accompagna la persona in ogni luogo del mondo”, di attrarre e coalizzare le forse positive, ottimiste e costruttive del paese; e, come diceva qualche anno fa, il grande Dario Fo sul M5S: ‘non dobbiamo diventare un animale braccato, come vorrebbero molti, ma restare in fuga, avanti agli altri'”.

Il consigliere comunale di Sinistra Comune Giusto Catania ha risposto, sempre via social, a Forello: “Ho apprezzato il tuo post di critica alle scelte del ministro Salvini che, in nome della propaganda, sta alimentando un clima di paura e una criminalizzazione sistematica dei migranti e dei rom. Ritengo importante che il capogruppo del MoVimento 5 Stelle della quinta città d’Italia prenda le distanze da questa pericolosa deriva.

“Spero che questa tua posizione sia sempre più condivisa anche all’interno del MoVimento 5 Stelle Palermo perché non sarebbe corretto scaricare solo sulla Lega e su Salvini posizioni politiche xenofobe che, da tempo, sono emerse anche all’interno del Movimento. Sono contento che hai scelto di prendere le distanze dalle scelte di governo, anche se la responsabilità di chiudere i porti è di esclusiva competenza di un ministro del Movimento Cinque Stelle, Danilo Toninelli.

La difesa dei diritti umani è una battaglia di civiltà che prescinde dalla collocazione politica. Confido nel fatto che continueremo insieme le battaglie per impedire gli illegali respingimenti alle frontiere e tutti i provvedimenti che la nuova coalizione di governo, non solo un partito o il suo leader, stanno portando avanti per costruire una nuova egemonia culturale nel Paese”.