Morte di Tumbiolo, il cordoglio delle istituzioni

Dopo la notizia della morte di Giovanni Tumbiolo, presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu di Mazara del Vallo, arriva il cordoglio da parte delle istituzioni.

“Il saluto che, oggi, siamo prematuramente chiamati a rendere a Giovanni Tumbiolo non è, né può essere, l’ultimo, rispettoso e doloroso atto verso un grande amico ed un coraggioso siciliano. Esso deve, piuttosto, rappresentare una promessa e un atto di ulteriore e collegiale impegno, affinché lo straordinario lavoro di Giovanni non abbia a perdersi nel vuoto della sua scomparsa.

Ho conosciuto bene Giovanni. In questa consuetudine, sono cresciuti sentimenti autentici di ammirazione, apprezzamento e soddisfazione per quanto egli fosse capace di fare nell’interesse vero ed autentico della Sicilia e dei siciliani più fragili e bisognosi di aiuto. Muovendo dalla felice intuizione della centralità del mare e del valore aggiunto della pesca, ha saputo teorizzare e concretizzare la costruzione di un prezioso percorso di rapporti internazionali, di mediazioni e di valorizzazione territoriale che trovavano il proprio coagulo culturale nella centralità del Mediterraneo e nello sviluppo, coordinato e pacifico, dei Paesi che vi si affacciano.

Scompare un amico, un raffinato cultore di innovazione, un operoso costruttore di futuro. Per una volta, mi rifiuto di immaginare chi ci ha lasciati, ammiccante dal Suo meritato pertugio nel Cielo. Mi piace piuttosto pensare a Giovanni che, sacrificatosi come Colapesce per la sua Sicilia, ha voluto tuffarsi, silenziosamente e per sempre, in quell’amato ed azzurro mare dalle cui profondità regge, come in una moderna e rinnovata leggenda, le sorti ed il domani di questa nostra Isola”. Questo il ricordo di Roberto Lagalla, assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale della Regione Siciliana.

L’assessore dei Beni culturali Sebastiano Tusa, che ha condiviso con Tumbiolo numerose iniziative, lo ricorda nella sua incessante opera al servizio dello sviluppo del Mediterraneo: “Giovanni Tumbiolo ha dato un contributo non indifferente a proteggere e valorizzare il Mediterraneo non solo limitandosi alla protezione del pescato e della marineria, ma riuscendo a inserire il mondo della pesca in un più vasto contesto culturale e antropologico. Attraverso le sue appassionate parole abbiamo appreso che la pesca è cultura, storia esperienza umana e la sua salvaguardia non significa soltanto proteggere una limitata economia, ma garantire un futuro ai nostri territori e al Mediterraneo. Quando parlava di blue economy ci insegnava che mare non significa soltanto pesca, ma con una visione strategica eccezionale inglobava con quel termine tutto ciò che intorno al Mediterraneo ruota: dall’energia alternativa all’archeologia, dalla biotecnologia alla cantieristica e all’innovazione tecnologica. Attraverso le sue parole vedevi quella moltitudine di uomini e donne che hanno fatto grande il Mediterraneo con il loro sacrificio e il loro talento. La sua visione strategica era basata su uno spiccato sentimento di solidarietà e di fratellanza che lo portava a dialogare con tutti i popoli del Mediterraneo lanciando costantemente segnali concreti di pace e dialogo costruttivo. Ricordava sempre quando ci vedevamo un episodio illuminante della sua tensione etica verso la pace e la fratellanza. Un motopesca di Mazara del Vallo era stato sequestrato dalle autorità libiche ed era bloccato nel porto di Derna. Oltre ai problemi inerenti la pesca era stato bloccato perché a bordo trovarono alcuni frammenti ceramici antichi pescati in mare. Mi telefonò da Bengasi e mi pregò d’intercedere presso le autorità del locale Dipartimento di Antichità affinché rappresentassero la poca importanza di quei cocci che tenevano lontano dalle loro famiglie i marinai del motopesca. Intervenni subito e il motopesca fu rilasciato. Non cessò mai di ringraziarmi per quel mio dovuto intervento dimostrando la sua grande umanità e il suo amore per il mondo della marineria che sarà per noi un insegnamento imperituro”.

“Uomo d’intelligenza vivace e di straordinaria capacità relazionale per tutto il comparto produttivo legato alla pesca e al mare. Fautore ed attuatore del fondamentale dialogo tra le istituzioni e i popoli del Mediterraneo legati alla pesca, da grande conoscitore delle istituzioni e del mare ha saputo mediare come pochi. Ho avuto il privilegio, seppur per un tempo breve, di entrare in relazione con lui e di condividere idee e progetti, ciò mi ha consentito di comprenderne le straordinarie qualità umane e professionali. La Sicilia perde un uomo di grande valore, che ci lascia un patrimonio di attività e relazioni importanti. Alla famiglia, la mia vicinanza e le mie più sentite condoglianze”. Lo afferma l’assessore per la Pesca Mediterranea, Edy Bandiera.

“Gianni Tumbiolo è stato un visionario – ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando – un uomo che prima di altri ha saputo vedere e costruire forme di dialogo fra i popoli, le culture e le economie del Mediterraneo, partendo proprio dal mare, dalla sua cultura e da chi quel mare lo ha solcato ogni giorno. Grazie a questo suo impegno e alla sua grande credibilità internazionale, aveva spesso agito da felice mediatore e risolutore di controversie internazionali, mostrando il suo amore per la pace e per il dialogo. La sua scomparsa è una perdita non solo per il mondo della pesca, ma per tutta la Sicilia”.