Ex Province al voto in autunno, sì del governo Conte. La decisione spetta ora alla Consulta

Dipende ora solo dalla Corte Costituzionale confermare se in autunno si torna al voto in Sicilia. Il Consiglio dei ministri ha deciso infatti di non impugnare la legge regionale n. 7 del 18 aprile 2018 che ha disposto di svolgere le elezioni degli organi amministrativi dei liberi consorzi dei comuni (attualmente commissariati) e delle città metropolitane “in una domenica compresa tra il 15 ottobre e il 15 dicembre 2018”.
L’articolo 15 dello Statuto regionale siciliano, avente forza di norma costituzionale, attribuisce alla Regione competenza esclusiva in materia di ordinamento degli enti locali.
La Consulta dovrà stabilire se sono fondati i rilievi secondo cui la legge regionale n. 17/2017 approvata durante il governo Crocetta (suo malgrado), che ha reintrodotto l’elezione diretta e a suffragio universale degli organi amministrativi di città metropolitane e liberi consorzi di comuni (ex province regionali), contrasta con le disposizioni della legge Delrio n. 56/2014, di riforma degli “enti di area vasta”.
La riforma Delrio ha previsto elezioni di secondo livello per le Province e la carica di sindaco metropolitano per il primo cittadino del centro capoluogo nonché altre disposizioni che contrastano con la norma regionale. La Consulta dovrà decidere se l’Assemblea Regionale Siciliana, approvando la 17/2014, ha legiferato nei limiti dell’articolo 15 dello Statuto speciale oppure avrebbe dovuto adeguarsi ai dettami della legge Delrio, qualificata come «grande riforma economica e sociale». Il 3 luglio la Corte si esprimerà sull’impugnativa del Consiglio dei Ministri del 2017 e sull’assetto delle ex province siciliane.

Dario Fidora

Direttore editoriale