Addio a Giovanni Tumbiolo, ambasciatore del Mediterraneo

Gli uomini hanno bisogno delle idee così come le idee hanno bisogno degli uomini. Per Giovanni Tumbiolo, 60 anni, presidente del Distretto della pesca di Mazara del Vallo, l’amore per il mare era anche una scelta professionale e una filosofia. Una scelta di vita, interrotta solo perché ieri il suo cuore, all’improvviso, si è fermato.

Giovanni Tumbiolo
Giovanni Tumbiolo

Una scelta professionale che risale alla sua tesi di laurea in Economia, in diritto internazionale del mare, nel 1982 a Palermo con il massimo dei voti, sul tema “Disciplina giuridica della pesca marittima e contenzioso italo-tunisino”, che ha ispirato per sempre ogni sua successiva attività.
Le navi con cui i pescatori solcano il mare sono sempre state per lui un simbolo di fratellanza e di unione tra i popoli. Aveva condiviso con convinzione la filosofia della “Blue economy” di Gunter Pauli, sullo sviluppo sostenibile degli ecosistemi. Ne aveva fatto attività qualificante nell’ambito del Distretto Produttivo della Pesca, promuovendo il Blue Sea Land, l’expo dei cluster produttivi dei Paesi del Mediterraneo, dell’Africa e del Medioriente e delle filiere agro-ittico-alimentari italiane e siciliane.

“La stima universalmente riconosciuta a Giovanni Tumbiolo, per il suo ruolo trainante, da precursore, al punto da attribuirgli il titolo di Ambasciatore del Mediterraneo per la fitta rete di rapporti internazionali che aveva saputo tessere”, afferma Michele Cappadona, presidente regionale dell’Associazione delle cooperative italiane, “in me è maturata in un periodo successivo al suo impegno come dirigente dell’Agci, di cui era responsabile del Settore Pesca in Sicilia e vicepresidente nazionale dell’Associazione italiana delle cooperative della pesca. La Sicilia perde un protagonista, una figura di primo piano per lo sviluppo economico e le relazioni internazionali ma anche per il dialogo interculturale e interreligioso”.

Durante la sua carriera componente o consulente, per la sua profonda esperienza nei settori della cooperazione e della pesca, di numerosi e prestigiosi organismi regionali, nazionali e internazionali, tra il 1994 e il 1996 Tumbiolo fu anche assessore allo Sviluppo economico alla Provincia regionale di Trapani.

“L’amicizia e il rispetto che mi hanno legato a Giovanni Tumbiolo” dice Giovanni Basciano, vicepresidente nazionale Agrital-Agci, “risalgono all’impegno e alle esperienze comuni nell’ambito del Settore Pesca dell’Agci nella seconda metà degli anni ’80. Da allora sono state innumerevoli le occasioni che mi hanno permesso di condividere e apprezzare le sue battaglie e la sua filosofia, l’idea di creare un organismo catalizzatore, il Distretto della Pesca, in grado di esercitare un ruolo propulsivo e di tutela non solo nei confronti della filiera ittica in Sicilia, ma anche dei cluster produttivi di un ambito vastissimo che è giunto ad abbracciare i 58 Paesi che hanno partecipato nel 2017 all’ultima expo Blue Sea Land. Giovanni Tumbiolo ha saputo organizzare, nell’ambito del Distretto della Pesca, una serie di iniziative e attività integrate di sistema, come il Cosvap – Consorzio di valorizzazione del pescato, l’Osservatorio della Pesca, il Forum del Mediterraneo, il Foro per l’Africa”.

Parole affettuose sono state rivolte a Tumbiolo anche dal direttore alla Pesca mediterranea della Regione Siciliana, Dario Cartabellotta: “Hai scritto una pagina di storia che nessuno avrebbe mai sognato.
Per te il Mediterraneo erano i suoi 46.000 km di costa, bagnati dalla stessa acqua e dal sudore dei pescatori. Tu che prima dei trattati di Dublino spiegavi la cooperazione mediterranea, tra la gente di Tunisia e i pescherecci di Mazara del Vallo, che poi si riunivano nella casbah, luogo votato all’intreccio di culture e all’integrazione tra etnie in modo rapido e fruttuoso”.

Giovanni Tumbiolo ha denunciato nell’ottobre 2017, portandola all’attenzione della pubblica opinione internazionale, non solo europea, l’esistenza della “Guerra del pesce” nelle acque a sud della Sicilia, un conflitto “silenzioso” iniziato 50 anni e costato finora oltre 100 milioni di danni, 300 tra fermi e sequestri di pescherecci, sei confische, 27 feriti e tre morti. Enorme il danno per la Sicilia: dal 2000 ad oggi l’isola ha ridotto i pescherecci da 4.329 a 2.882. Tra il 2006 e il 2016 la Sicilia ha perso oltre 16 mila posti di lavoro nel settore ittico e il pescato si è ridotto del 40%.
Ma soprattutto Tumbiolo ha avuto il merito di indicare una via per porre fine a questo conflitto, oggi complicato dalla crisi di Paesi come Algeria, Tunisia, Libia ed Egitto, attraverso i principi della Blue economy e la creazione di una “Blue zone” per applicarli attraverso accordi internazionali.

“Il migliore tributo che si può riconoscere a Giovanni Tumbiolo, per onorare la sua idea di comprensione e armonia tra culture, confessioni e popoli diversi”, afferma infine Giovanni Basciano, “è quello di continuare il percorso di dialogo e cooperazione da lui iniziato, e di non disperdere il patrimonio di esperienze compiute, di rapporti intrapresi e di risultati ottenuti attraverso le attività del Distretto della Pesca”.

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Dario Fidora

Direttore editoriale