Trapani calcio, Peppe Bologna si ritira dalla trattativa per l’acquisizione delle quote societarie

Tempi troppo ristretti, oltre ad una serie di criticità riscontrate, hanno portato l’imprenditore Peppe Bologna a frenare il proprio interesse circa l’acquisizione delle quote del Trapani Calcio, tuttavia non è escluso, in una fase successiva, un suo contributo alla nuova gestione della società. È in sintesi il contenuto di una lettera inviata dall’avvocato Gino Bosco, legal advisor di Bologna, all’amministratore unico del Trapani Calcio, la dott.ssa Paola Iracani, la quale ha risposto ringraziando, anche a nome della società granata, Peppe Bologna per l’interessamento mostrato.

Questa la lettera inviata dall’avvocato Gino Bosco:

“L’esame generale della situazione patrimoniale – aziendale del Trapani Calcio eseguita sulla base del documento di bilancio 2017 e sulla base di alcune indicazioni acquisite durante gli intercorsi incontri e colloqui, ha consentito di mettere a fuoco una serie di dati ed alcune criticità, serenamente valutate dal Dott. Bologna, che inducono tuttavia lo stesso, proprio malgrado, a “frenare” (quantomeno in questa fase) l’entusiasmo e la manifestazione d’interesse inizialmente manifestati per la possibile acquisizione del Trapani Calcio.

Invero, alla luce dei contatti dallo stesso avviati al fine di poter organizzare una c.d. cordata di importanti imprenditori e rappresentanti della società civile, è emersa la considerazione che i tempi resi disponibili per la chiusura della trattativa (condizionata dall’iscrizione al campionato di serie C1 2018 – 2019 entro il prossimo 30 giugno 2018) appaiono troppo ristretti per poter organizzare un nuovo gruppo dirigente e la nuova proprietà della squadra, tenuto conto delle seguenti rilevanti circostanze oggettivamente determinanti della scelta eseguita:

– occorre procedere all’acquisto di almeno 7/8 nuovi calciatori per portare l’attuale rosa al numero di almeno 23/24 calciatori;

– occorre un nuovo direttore sportivo e valutare se far ricorso ad un nuovo allenatore;

– è imminente l’avvio del già programmato ritiro pre-campionato della squadra;

– appare certa la cessazione del contratto di sponsorizzazione da parte di Liberty Lines Spa che determina circa € 4.000.000 di minori entrate non facilmente sostituibili;

– la stessa società Liberty Lines Spa risulta creditrice di € 730.000 nei confronti del Trapani Calcio per anticipazioni patrimoniali;

– nell’esercizio 2017 risulta un’entrata straordinaria di circa € 1.700.000 quale residuo importo della Lega per la serie B;

– rispetto agli attuali costi (esercizio 2017 – la situazione contabile al 31.5.2018 non è stata fornita) risulta uno sbilancio di circa € 5.700.000 solo parzialmente recuperabile con minori spese future (tenuto conto che il primo semestre 2017 riguardava il campionato di serie B) di gestione della squadra per la serie C1;

– la manifestazione d’interesse non era certo volta ad una squadra che facesse un campionato per “vivacchiare” ma con ambizioni legittime di buoni risultati;

– il conseguente impegno economico immediato da affrontare con anticipazioni riguarda quindi liquidità per i sopra richiamati importi, senza avere certezza alcuna sulle prospettive di nuove entrate volte al pareggio del bilancio. Tutto ciò, naturalmente, come impatto immediato poiché poi si dovrebbero affrontare tante altre questioni gestionali (sede amministrativa da trasferire etc.).

Alla luce delle superiori considerazioni è prevalsa dunque nell’animo del dott. Bologna la scelta di ritirare (almeno per il momento) la già rassegnata manifestazione d’interesse all’acquisto del Trapani Calcio, dando con la presente formale comunicazione in tal senso. Tuttavia il dott. Bologna non considera definitivamente chiusa l’interlocuzione avviata poiché laddove dovessero aprirsi nuovi spiragli e/o prospettive nei prossimi mesi per la riorganizzazione del nuovo gruppo dirigente e della nuova proprietà, sarebbe ben lieto di poter, con maggiore serenità e senza i paletti dei tempi assai stringenti di oggi, partecipare e contribuire alla nuova gestione.