Notti Mondiali senza azzurri: i russi ci consolano con Toto Cutugno – VIDEO

Ieri in Russia noi non c’eravamo se non per il gentile omaggio di un bambino di Mosca che ha voluto cantare nella nostra lingua l’inno che, piaccia o non piaccia, ci identifica all’estero. Stiamo parlando de L’Italiano di Toto Cutugno, non so se mi spiego. Sono partiti i Mondiali e noi non ci siamo e per la mia storia personale questa è una notizia.

L’ultima volta che l’Italia non si qualificò per i Mondiali ero ancora in fase embrionale. I miei genitori avevano completato la fase di concepimento da qualche giorno e navigando nel liquido amniotico mi ero risparmiato le polemiche successive per quello che anche allora fu considerato uno smacco. Perché agli italiani tutto puoi togliere ma non l’illusione di essere sempre i migliori del mondo. Sarà una tara genetica di cui è responsabile la Gens Giulia, sarà che dalle nostri parti il vino è sempre stato tanto buono quanto annebbiante, sarà che il calcio talvolta ci ha consentito di ripulire una reputazione internazionale spesso piuttosto compromessa da una ricorrente cialtronaggine. Sarà come sarà, ma noi non ci siamo.

Poi dal 1958 in poi azzurri sempre presenti. Troppo piccolo da non saper leggere per ricordare la truffa del Cile del 1962 paragonabile per scempiaggini arbitrali alla Corea (del Sud) del 2002; deluso per il disastro Corea (stavolta del Nord) in terra d’Inghilterra nel 1996, anche se seppi consolarmi con Eusebio, campione stranger che mi conquistò come nessun altro mai. Ma poi anche tante gioie e soddisfazioni, soprattutto nei Mondiali che più sento miei. Si comincia con Mexico ’70, il primo album di figurine dedicato alla Coppa Rimet, le partite viste in Tv agli orari degli adulti e quelle da noi rigiocate il giorno dopo nel campo di via Pazienza a Mondello, celebre per avere il palo della luce in mezzo al campo. L’avventura in Argentina, indimenticabile perché già arruolato al Corriere dello Sport, tappa propedeutica per il trionfo inaspettato di 4 anni dopo. E ovviamente l’indimenticabile Mundial di Pablito che compensò la fine di un amore che c’era già ai tempi di Bettega e Benetti, Bellugi e Cuccureddu, la finale vista quasi nudo nell’attico di Alba e Ferdinando, genitori adottivi di quella stagione, l’unica volta che feci chiasso in strada godendomi gli attimi migliori di una festa davvero spontanea e lasciando chiuso nel solito baule quel sentimento quasi obbligatorio di patriottismo un tanto al chilo.

Ai tempi di Messico ’86 ero già a Roma alla redazione centrale, il ricordo migliore è la scommessa vinta con l’allora direttore Giorgio Tosatti (azzeccai le due finaliste), di Italia ’90 fui testimone diretto del trionfo di Totò Schillaci che quasi azzerò la delusione per una vittoria annunciata e mai arrivata. Ai rigori del 1994 preferisco non pensare, mi è sempre sembrata un’incredibile ingiustizia ai danni dell’immenso Roberto Baggio e dell’indomito (perdonate la retorica) Franco Baresi, resuscitato per la finale nonostante un menisco rotto qualche settimana prima. Sorte assassina anche nei riguardi di Arrigo Sacchi, il più bravo e anche il più infelice allenatore di sempre.

Dei Mondiali del 1998 ricordo il pianto di mia figlia, 13 mesi appena, che anticipò il rigore di Di Biagio. Una coincidenza? Sappia la pupa che non gliel’ho mai perdonato. Detto del 2002, rimane il trionfo del 2006, lo sfregio ai francesi e la vittoria della nazionale più antipatica di sempre, ma anche quella più rosanero di sempre. Il resto è da dimenticare, quasi l’antipasto dell’esclusione di Russia 2018. Nel giorno dell’inaugurazione si sprecava l’ironia in rete. Giampiero Ventura accomunato a Napoleone e Hitler (“gli unici 3 che non riuscirono ad entrare in Russia”). Nel cerchio della vita tutto ha un senso e avendo esportato per decenni il peggio del peggio della musica leggera made in Italy, non era lecito attendersi la maledizione dei figli del Don?

L'italianità nel mondo :-DBella Italia Musica italiana I Love Italyhttps://www.youtube.com/watch?v=5i1MzcCPwsE

Pubblicato da Dress My City su martedì 17 ottobre 2017

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