Sette anni dal referendum per l’acqua pubblica: quando sarà rispettata la volontà Popolare?

Con una nota, il Forum Siciliano dei movimenti per l’Acqua ed i Beni Comuni, torna sull’argomento acqua bene comune a sette anni dal referendum che avrebbe dovuto allontanare i privati dalle gestioni del servizio idrico: “Sono trascorsi ben sette anni – dice la nota – dalla straordinaria vittoria dei referendum sull’acqua bene comune del 2011 ed ancora, sia a livello nazionale che regionale, siamo ben lontani dall’aver allontanato i privati dalle gestioni del servizio idrico ed i profitti dall’acqua. In Sicilia la multinazionale francese Veolia gestisce e fa profitti sulle risorse idriche regionali vendendo acqua grezza che poi, una volta potabilizzata dai comuni o dagli altri gestori privati, i siciliani pagheranno due volte.

Le indagini della magistratura sulle malversazioni dei gestori privati delle province di Agrigento e di Caltanissetta sono abnormi e sotto gli occhi di tutti, ma a continuare a pagare per un servizio spesso non reso, per il disastro ambientale procurato e per le multe milionarie comminate dell’Europea saranno come sempre i cittadini. Anche nelle altre province la situazione non è migliore ma si può attendere sempre e solo la magistratura per prendere atto delle inadempienze e compromissioni di un sistema malato? Cosa fanno la Regione ed il suo Presidente non è dato saperlo, ma ci sarebbe una legge regionale, la 19/15, frutto parziale di anni di lotta per l’Acqua Pubblica in tutta la Sicilia, che andrebbe rispettata insieme alla volontà popolare di 27 milioni di italiani. A Musumeci chiediamo ancora una volta, anche pubblicamente, un incontro più volte sollecitato, ed un’assunzione di responsabilità politica su tutta la materia. Si scrive Acqua, si legge democratica”.