Palermo, bilancio consolidato approvato dal Consiglio comunale. Ma monta la polemica

Il Consiglio comunale di Palermo ha approvato il Bilancio consolidato con 17 voti favorevoli, 12 voti contrari e un astenuto (il consigliere Scarpinato della maggioranza).

Polemico il commento di Fabrizio Ferrandelli, leader de i Coraggiosi: “A un anno esatto dalle amministrative di Palermo, finalmente, è stato messo un punto ed è stata svelata la favoletta del risanamento dei conti delle aziende e del comune”. dice Ferrandelli.

“Purtroppo avremo dei nodi da sciogliere nelle prossime settimane – spiega il consigliere – perché molte aziende rischiano il default, non riuscendo più a garantire stipendi ai dipendenti e servizi alla cittadinanza. Probabilmente il sindaco ha già un piano per le aziende, ovvero smembrarle e svenderle, quando in realtà con alcuni correttivi potrebbero essere salvate, risanate e si potrebbero ancora garantire i servizi”.
“Siamo molto più preoccupati per il consuntivo 2017 e per il bilancio di previsione del 2018 – continua Ferrandelli – perché un disallineamento così profondo, di milioni di euro, non potrà che comportare ancora sacrifici su sacrifici per i palermitani, anche in termini di tasse. Immagino che il Sindaco proporrà un aumento della tassa sui rifiuti, pur non riuscendo a garantire il servizio, in quanto la Rap, come è stato per Amia, è a rischio default”.
“È ora di voltare pagina e che il sindaco si occupasse meno di questioni internazionali, per quanto nobili ma che non attengono alla sua funzione, e si concentrasse di più sulla gestione della città che dovrebbe amministrare”.
“A un anno dalle elezioni, sono sempre più convinto che le nostre previsione erano non solo corrette ma anche fondate. Oggi, come ieri – conclude Ferrandelli – abbiamo la ricetta per salvare Palermo e ci faremo sentire in aula chiedendo ai consiglieri di maggioranza un confronto serio e sul futuro, ora che la certificazione del passato è ormai alle spalle”.

Di diverso tono le dichiarazioni di Dario Chinnici, capogruppo Pd a Sala delle Lapidi: “L’approvazione del bilancio consolidato da parte del Consiglio comunale di Palermo ha detto – è l’inizio di un percorso virtuoso che ci porterà a mettere in sicurezza i conti della città e che vedrà, a breve, l’Aula impegnata sul rendiconto 2017 e sul previsionale 2018. Ringrazio il Consiglio per il senso di responsabilità nei confronti della città. Adesso dobbiamo lavorare per mettere in sicurezza le aziende partecipate per garantire serenità ai lavoratori, attraverso una revisione dei contratti di servizio, rendendo servizi sempre più efficienti ai cittadini”.

Dubbi sui rapporti tra amministrazione comunale e partecipate, invece, nelle parole del consigliere di Forza Italia Andrea Mineo: “Al volgere di due settimane complicate l’aula da il via libera al suo primo bilancio consolidato che lascia non poche perplessità sui rapporti fra Comune e società partecipate. Come sempre maggioranza risicatissima”.

Dure la parole dei consiglieri comunali del Movimento 5 stelle: “Questa votazione conferma che in consiglio comunale non esiste più una maggioranza in favore di Orlando: 17 i voti favorevoli, ben lontani dai 21 voti necessari per la maggioranza assoluta. Il Bilancio Consolidato certifica il fallimento della gestione dei rapporti con le partecipate (43 milioni di euro di disallineamento rispetto ai 7 mln di tre anni prima), ma soprattutto è il preludio di ulteriori e gravi circostanze che emergeranno, probabilmente, con il rendiconto 2017 e il consuntivo 2018. All’orizzonte, infatti, ci sarebbe un’ulteriore aumento del disallineamento e una disastrosa rideterminazione dei rapporti di debito/credito con l’Amat. Leggere le dichiarazioni di parte ed entusiastiche del sindaco Orlando in cui parla di ‘svolta’ dovrebbe far capire a tutti i cittadini palermitani fino a che punto sia capace di mistificare la realtà e di mentire guardandoti negli occhi: mentre le partecipate del Comune di Palermo affondano e la città sprofonda ogni giorno di più in disservizi e sporcizia, il primo cittadino ha il coraggio di parlare di presunti grandi successi ‘nello scenario politico nazionale e internazionale’ che non esistono”.

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