Mafia, confiscati beni per un valore di 10 milioni di euro ai fratelli Graviano

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Palermo ha sequestrato beni per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro ai fratelli Graviano, della storica famiglia mafiosa del quartiere Brancaccio, indicata anche come mandante dell’omicidio di don Pino Puglisi. Il provvedimento, emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, riguarda aziende, immobili e quote societarie.

Le indagini, che sono state svolte dalla Guardia di Finanza con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, hanno evidenziato l’infiltrazione della mafia nella gestione di attività del settore delle scommesse, della ristorazione, della rivendita di tabacchi e della vendita al dettaglio di carburante, settore quest’ultimo dove i fratelli Graviano avevano investito ingenti capitali acquistando, a partire dagli anni ’90, grandi aree di servizio vicino l’ingresso autostradale di Palermo.

Filippo e Giuseppe Graviano sono stati condannati all’ergastolo come responsabili delle stragi di Capaci e via D’Amelio, in cui persero la vita i giudici Giovanni Falcone, con la moglie Francesca Morvillo, e Paolo Borsellino insieme agli agenti delle scorte. Benedetto e Nunzia Graviano hanno scontato pene detentive in carcere per associazione mafiosa.