Il M5S lascia l’Aula, Micciché: “Sono alieni, noi siciliani non siamo così”

“Una scena di violenza inaudita, signora presidente, noi siciliani non siamo così. I deputati rimasti in Aula sono certamente i migliori di questo Parlamento, compreso il deputato della Lega, Tony Rizzotto che, rimanendo a Sala d’Ercole, ha dimostrato di essere siciliano e non un alieno, come chi ha abbandonato l’Aula, con questa triste azione di protesta: triste per loro e non per noi”. Lo ha detto, amareggiato, il presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché, dopo avere assistito all’abbandono dell’Aula da parte del  gruppo parlamentare 5 stelle poco prima che prendesse la parola il presidente della Repubblica di Malta, Marie Louise Coleiro Preca, per protestare contro l’atteggiamento de La Valletta che ha rifiutato di accogliere i migranti della nave Acquarius.

Il Movimento 5 Stelle dovrebbe essere il partito del cambiamento ma cambiamento significa anche rispetto delle regole e della buona educazione” ha aggiunto Micciché . “Siamo stati molto felici di averla ricevuta nel Parlamento più antico d’Europa e la prego di ignorare ciò che è accaduto. I deputati 5 Stelle non sono siciliani e non hanno nulla da spartire con noi”.

Questo il discorso completo che il presidente dell’Ars ha rivolto al presidente della Repubblica maltese:

“Onorevole Presidente Coleiro Preca, è per me un onore riceverLa oggi in quest’Aula per una seduta straordinaria dedicata alla Sua visita a Palermo.
Nell’esprimerLe i sentimenti della più alta stima, sono sicuro di rappresentare anche il pensiero di tutti i deputati di questo Parlamento regionale.
Le nostre due isole immerse nel Mediterraneo sono sempre state terre di confine, di confronto, di incontro e di frontiera tra il mondo europeo e quello mediorientale.
Oggi siamo diventati anche il naturale approdo per coloro che fuggono dall’instabilità politica ed economica dell’Africa settentrionale: un flusso migratorio importante che ha trasformato la costa sud del Mediterraneo in un zona a perenne stato d’emergenza.
In questo particolare momento non posso certamente tacere su questo problema che coinvolge in prima persona i nostri due Paesi: ogni giorno migliaia di disperati tentano di attraversare il mar Mediterraneo e cercano, sulle nostre coste, un approdo sicuro e un futuro migliore, in fuga da guerre, carestie, sfruttamento, difficoltà economiche. È di queste ultime ore il contrasto tra il nostro ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e il governo del Suo Paese, Malta, sull’accoglienza di 629 naufraghi che rischiano di rimanere in un “mare di nessuno” in un rimpallo di responsabilità tra i nostri Governi.
Malta, infatti, sostiene che sia compito dell’Italia accoglierli, essendo stato il Centro nazionale di Roma a coordinare l’intervento di salvataggio. Roma, d’altro canto, intende chiudere i porti nazionali: un segnale nei confronti dell’Unione Europea per chiedere maggiore corresponsabilità nella gestione dell’emergenza migratoria. L’Italia non può più essere lasciata sola ad accogliere gli immigrati che riescono, fra mille pericoli, ad attraversare il Mediterraneo.
Io ritengo doveroso soccorrere chiunque sia in difficoltà ma occorre che ogni Paese, ogni Governo, faccia la propria parte in questo immane sforzo umanitario. Non lasciamo più che siano sole le braccia italiane a tendersi verso quei barconi in procinto di affondare.
Italia e Malta devono collaborare: i nostri reciproci sforzi devono essere orientati affinché vi siano stabilità politica, benessere e sviluppo anche nei Paesi africani che si affacciano sul Mediterraneo.
I nostri due Paesi, signor Presidente, non condividono solamente queste criticità, né ci accomuna soltanto lo stesso mare. Abbiamo molto di più in comune: tradizioni, cultura, radici, visioni del mondo e non è un caso, mi permetta di sottolineare, che condividiamo anche due Capitali della Cultura: Palermo e La Valletta, rispettivamente Capitale italiana della cultura e Capitale europea della cultura.
Una tradizione culturale affine, testimoniata da una storia che per lungo tempo è stato anche un percorso condiviso. Normanni, Svevi, Aragonesi e Angioni sono solo alcune delle grandi dinastie europee regnanti che hanno lasciato segni identificativi importantissimi sul nostro comune passato. Non sbagliamo se diciamo che quelle della Sicilia e di Malta sono state a lungo storie sovrapposte. Caravaggio, il Grand Tour, Gagini, il Barocco… rischieremmo di perderci nel contare quanta bellezza e quanta arte condividiamo!
Oggi Malta vive un periodo di grande splendore: sviluppo e benessere sono garantiti dalla grande attrattività turistica e dal fiorente mercato imprenditoriale. Siete un valido esempio per la nostra Sicilia e per l’Italia intera: avete saputo sapientemente coniugare il rispetto per le bellezze naturalistiche con un un’offerta turistica invidiabile, avete saputo attrarre investimenti economici stranieri esaltando al massimo il patrimonio architettonico e artistico della vostra bella isola.
Sotto questo aspetto duole constatare i diversi livelli di attrattività finanziaria, economica e turistica con la Sicilia che sconta in molti settori una serie di paletti, di divieti, di lacci e lacciuoli derivanti dalla legislazione e dalla politica nazionale.
Oggi viviamo insieme all’interno della cornice dell’Unione Europea, una cornice di pace, di libero scambio, di libera circolazione delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali anche se permangono alcune differenze che rendono più o meno competitive le diverse economie.
Ma i rapporti tra la Sicilia e Malta sono rapporti di amicizia e fratellanza, proficui e intensi in molteplici settori. Molte sono le imprese siciliane che lavorano a Malta, dal settore dell’edilizia al settore enogastronomico; vi sono fitti collegamenti aerei e marittimi, il tutto all’interno di una cornice rappresentata da quel grande substrato culturale e storico comune di cui entrambi i popoli, siciliano e maltese, possono andare fieri.
Il compito della politica, e anche il mio augurio e quello di quest’Aula, è di rendere ancor più intensi e fluidi i rapporti tra le nostre imprese, gli scambi culturali tra gli studenti e le Università e in generale i rapporti tra i nostri due popoli.
Grazie Presidente della Sua visita in Sicilia”.

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