Dalla clausura all’apertura: il viaggio di Cuticchio per La Macchina dei Sogni 2018

Anno 2018, quello dei settant’anni di Mimmo Cuticchio, di Palermo Capitale della Cultura, della trasformazione di Santa Teresa da convento di clausura ad apertura per questa edizione della Macchina dei Sogni. Una Macchina dei Sogni che arriva, così, alla trentacinquesima edizione, riempiendo dì esperienza e di specifiche connotazioni storiche un’Europa che sembra chiudersi in se stessa, soprattutto in Italia.

E invece, andando controcorrente ma con la barra nella direzione fondamentale dell’integrazione culturale, Cuticchio espone e raccoglie, apre ciò che è chiuso in un canto entropico d’altri tempi: quello delle contaminazioni, delle esperienze, della rilettura, mitica e storica al tempo stesso, di un’Europa nella quale dovremmo tutti pescare, raccogliere, affondare radici.
L’Europa del dialogo, l’Europa del Mediterraneo come dell’Oceano. Non per niente, saranno tre tappe: da Palermo a Roma e poi a Roncisvalle, in un pellegrinaggio che si rinnova, così, con un nuovo appuntamento di cultura e condivisione.
Il viaggio di Cuticchio è partito, ieri, da Una Marina di Libri, il festival del libro di Palermo ormai giunto alla nona edizione. Qui, Mimmo, ha ancora una volta parlato di come l’arte del cunto e dei pupi siciliani proceda da lontano: dalla collocazione libera e critica del cantastorie anche in tempi nei quali imperversava la censura sulla libera opinione. Secoli passati, ma che tornano attraverso l’interpretazione di idee e storie, di Storia.
“La Macchina dei Sogni, pur compiendo 35 anni, guarda al presente e parla alle nuove generazioni raccontando storie antiche che ci riguardano”, scrive Cuticchio nella presentazione dell’edizione 2018 e lo ribadisce a Una Marina di Libri, tra le piante esotiche della Palermo pià bella e più viva.
“Il teatro che ci interessa, quello di figura e di narrazione, guarda alle storie con gli occhi di oggi, le contestualizza negli spazi in cui viviamo. Io la chiamo ‘drammaturgia dei luoghi’, siano essi grandi centri abitati o piccole isole. Il tema di quest’anno ci spinge a vedere le cose, le storie, i luoghi con occhi diversi: da Palermo a Roncisvalle, passando per la Città del Vaticano, vogliamo invitare il pubblico ad unirsi a noi in una grande carovana del teatro, per riscoprire insieme antiche leggende e luoghi mitici, ma con la sensibilità e lo sguardo di oggi.”
“Due cose, apparentemente molto diverse tra loro – continua Cuticchio – mi hanno colpito profondamente nei mesi scorsi: la guerra, che continua a seminare terrore, distruzione e morte e la chiusura del Monastero di S. Caterina d’Alessandria a Palermo. In quest’ultimo caso, però, più che di chiusura bisognerebbe parlare di apertura, perché dopo settecento anni si conclude la stagione della clausura e si aprono al pubblico gli spazi del convento. Ho pensato alle vite delle monache, al triste destino delle cosiddette “repentite”, che a S. Caterina arrivarono ad essere 400, comprese tante bambine, le quali venivano recluse in convento con la sola compagnia di una bambola; le ho immaginate mentre da sole giocavano sotto il cielo del chiostro, il luogo dove pensavano vivesse Dio.”
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