Palermo, ecco i 5 motivi per temere il Venezia

Non sbaglia Zamparini a temere il Venezia. Sono cinque i motivi per cui il Palermo dovrà giocare la prima delle semifinali come fosse partita unica, perché dall’esito di domani dipenderà la qualificazione alla finale.

1) Il Palermo non possiede la struttura tecnica e agonistica per ribaltare in casa una sconfitta. Non sa in pratica giocare per vincere a tutti i costi, tutte le volte che quest’anno si è trovato davanti al bivio vincere o morire ha clamorosamente toppato, ad eccezione della sfida contro il Frosinone che per caratteristiche somiglia molto ai rosa. Perdere la prima – e non osiamo pensare ad un esito simile alla partita della regular season perché significherebbe eliminazione automatica – costringerebbe il Palermo a giocare contro natura, esaltando peraltro le caratteristiche degli uomini di Inzaghi, abili a chiudersi e a sfruttare il contropiede.

2) La condizione fisica del Venezia è strepitosa. Ha schiantato il Perugia proprio in virtù di una freschezza atletica superiore. E tutti sanno che l’esuberanza fisica è una caratteristica che ha sempre fatto soffrire il Palermo. È vero, il Venezia si porterà addosso il peso del quarto di finale di tre giorni prima, ma se troverà il solito Palermo formato trasferta, quasi rallentato a ritmo moviola, non farà fatica a superare del tutto l’handicap.

3) Nei 180 minuti di campionato il Palermo non è riuscito a segnare un gol ai lagunari. Segno ulteriore di quella forza difensiva che ha fatto le fortune del Venezia. Farà bene Stellone ad inventarsi qualcosa di diverso sul fronte offensivo perché tutti hanno ormai compreso che limitati Coronado e Rispoli il più è fatto.

4) Il Venezia ha un vantaggio essenziale rispetto al Palermo: non è obbligato a vincere. È già un’impresa avere centrato la semifinale dei play off, i tifosi sono contenti di aver ritrovato una squadra competitiva, non mettono pressione, non si attendono la serie A. Questo consentirà ancora una volta alla squadra di Inzaghi di giocare con la mente sgombera da assilli ambientali.

5) Il Venezia ha un solo modo di giocare, semplice e proprio per questo efficace. Non deve adattarsi alle qualità degli avversari perché forte della sua solidità è consapevole di avere chance contro qualsiasi rivale. In casa ha saputo costruire le sue fortune, segno che, nonostante la sua vocazione difensiva, è capace di stanare le difese avversarie puntando sulla velocità del contropiede.

Ecco perché Stellone ha lavorato molto in queste 3 settimane preparatorie sugli aspetti tattici. La superiorità tecnica del Palermo è fuori discussione ma il Venezia sa essere squadra, virtù sconosciuta alle magliette rosa. Al netto di queste considerazioni, previsti i rientri di Bellusci nella linea difensiva e di Nestorovski al centro dell’attacco, magari in posizione meno avanzata per lasciare a La Gumina la possibilità di cercare e trovare spazi vitali negli ultimi 20 metri.