Palermo, sindacati su raccolta differenziata: “Modificare giorni e orari non risolve i problemi”

L’annunciata ordinanza che modifica orari e giorni della raccolta differenziata nella zona del cosiddetto PAP 2, non risolve le problematiche di carenza del personale e di inefficienza dei mezzi che concorrono a realizzare un servizio non efficiente. Il Comune di Palermo e la Rap da mesi interagiscono con la Srr Palermo area metropolitana che si è resa disponibile a mandare in comando operai e autisti per rafforzare l’organico dell’azienda di piazzetta Cairoli certamente non più rispondente alle esigenze dei servizi per la città”. A commentare così le annunciate modiche degli orari e giorni della raccolta differenziata sono i sindacati di Rap, Fit Cisl, Uiltrasporti e Filas.

“Un nulla di fatto si continua a registrare sul fronte della carenza del personale e le difficoltà saranno aggravate dalla turnazione dei lavoratori per la fruizione del periodo di ferie estive. Il Comune correttamente richiede un servizio di maggiore qualità ma non può omettere di ricordare che la soluzione delle tematiche attinenti il personale necessitano di copertura economica e di reale condivisione del percorso”.

Sul tema dell’efficientamento dei mezzi i sindacati precisan: “Ci limitiamo ricordare che dei 55 mezzi operativi per la raccolta differenziata nei 3 turni di lavoro, 30 sono autocarri leggeri da 5 Mc, regolarmente in servizio, mentre 17 autocompattatori si trovano nelle officine in attesa di manutenzione. Il gruppo dirigente aziendale deve essere più pronto a risolvere con efficacia e immediatezza le problematiche tecniche e i rapporti con i fornitori certamente spesso incrinati dai ritardi nel pagamento delle fatture, su cui le responsabilità dell’amministrazione comunale non sono secondarie: bilanci non approvati, assenza di CDA, taglio di risorse sul contratto di servizio, costo del Tmb interamente a carico della Rap”.

Si risolvano in tempi rapidi e quindi entro luglio, come deciso nel corso dell’ultimo incontro sindacale avvenuto a Villa Niscemi, le difficoltà che attanagliano un’azienda che se avesse una reale governance, la condizione di ricevere il flusso economico dovuto, una effettiva sinergia tra proprietà e gestione, migliorerebbe i margini di produttività dei lavoratori per effettuare servizi ai cittadini degni di una città europea Capitale della cultura”, concludono i sindacati.