Liliana Miccio e Francesca Russo, contratto rinnovato per la coppia d’oro dell’Andros Basket Palermo

Si riparte da loro due. Liliana “boom boom” Miccio e Francesca Russo, inseparabili in campo e fuori, certezze dell’Andros Basket Palermo che ritenterà nella prossima stagione il salto nella massima serie sfuggito ai play off di quest’anno. Contratto appena rinnovato, la società di Adolfo Allegra punta forte su questo binomio anche nella prossima stagione. Due ragazze di oggi abituate a girare l’Italia per professione e che hanno trovato a Palermo una piazza che soddisfa sia le loro aspirazioni tecniche che una dimensione umana.

L’aria di mare. Di Liliana traspare in maniera incredibile la passione per il suo sport e la fortissima voglia di affermarsi in questo contesto. Gli occhi le si illuminano non solo quando parla del suo incredibile tiro da 3 punti (hanno fatto storia le 10 triple e i 44 punti totali realizzati in Coppa Italia con Costa Masnaga), ma ancora di più quando racconta dei bambini che cura come istruttrice di mini basket e del futuro in cui si vede titolare di un centro dove possa trasmettere loro una traccia delle sue emozioni. Da Minori, piccola località della costa amalfitana, un tour per l’Italia del canestro: “Sono l’ultima di 5 figli, a 6 anni nel paese dove sono nata si praticavano solo basket e calcio a 5 – si confida la Miccio, 29 anni appena compiuti – Per un po’ ho fatto tutte e due, poi ho scelto e a 13 anni mi ha preso Salerno. Ore di pullman da sola per andare ad allenarmi, credo che ancora oggi mia madre non lo sappia…”. Via alla girandola di viaggi: “In Sicilia sono arrivata già nel 2010 ad Alcamo. All’inizio avevo una enorme paura di non ambientarmi poi mi hanno fatto sentire a mio agio. E ancora Cagliari, il riavvicinamento a casa con Napoli e Salerno e i 3 anni a Ferrara. Ma io sono nata a 5′ dal mare, mi viene difficile vivere senza. E vado sempre in cerca di nuovi stimoli”. Così ecco Palermo: “Dove voglio finalmente vincere. Finora ho giocato solo in A2, qui adesso con l’arrivo di coach Coppa ci sono le premesse per salire. Quest’anno siamo arrivate senza benzina ai play off ma nessuno si aspettava una stagione così brillante. E Santino è l’allenatore che ho sempre sognato, capace di tirare fuori il meglio da ciascuna di noi. Questa città può offrire molto sul piano cestistico se si lavora in profondità. Io e Francesca ci viviamo benissimo perché, pur in mezzo a tanti problemi, a volte Palermo sa sorprenderti. Come quando, mentre passeggiavo fra i vicoli del centro, mi è apparsa la Cattedrale. Non la conoscevo, non me l’aspettavo così bella, sono rimasta incantata”. Il soprannome di boom boom che le è valso anche gli striscioni dei tifosi al Palamangano descrive la sua migliore caratteristica: “Il tiro dalla grande distanza lo sento più mio di tutti, mi viene naturale cercare la linea dei 3 punti. Ma al tempo stesso so che nel mio sport si vince portando tutti un proprio contributo”. Il suo comunque è quantificato da numeri prestigiosi: sesta fra le realizzatrici di A2 (17,4 punti a gara), settima per percentuali, prima assoluta per minuti giocati, 36 di media sui 40′ totali. Insostituibile insomma.

Ex nuotatrice. La cosa che più colpisce di Francesca è la maturità. Rapportata ad una carta d’identità che indica la nascita nel novembre 1996. Idee chiare espresse con parole pacate: “Anch’io come Liliana ho iniziato a fare sport dividendomi fra due discipline – racconta la Russo, nativa di Tarquinia – basket e nuoto, intere giornate passate fra palestra e piscina”. Ha vinto il canestro e ad oggi i risultati le danno ragione: nella sua bacheca ci sono già due scudetti giovanili, quello dell’Under 17 vinto a Bologna, bissato da quello Under 20 conquistato a Battipaglia nel 2016, cui va aggiunto un argento europeo ottenuto con la nazionale italiana under 16 nel 2012. Giramondo anche lei per scelta, tanto da saltare nelle ultime stagioni da un’isola all’altra: la Sardegna con Selargius, oggi Palermo che le affida un ruolo importante nei progetti del club. Russo gioca indifferentemente da play o da guardia, si fa sentire anche a rimbalzo, sa interpretare le gare con intelligenza e mostra una particolare freddezza dalla lunetta dove viaggia a medie superiori all’80%. Come ha dimostrato quest’anno nella vittoria contro Umbertide, coi supplementari raggiunti da due suoi tiri liberi realizzati a 2” dalla fine. “Palermo fuori dal parquet è accogliente per il rapporto che si crea con le persone – sorride Francesca – quando siamo arrivate, le persone del quartiere dove abitavamo ci guardavano con sospetto. Adesso, se un giorno non passiamo dal panificio sotto casa, si preoccupano e ci chiedono se è tutto a posto”.


Nella foto di copertina: Liliana Miccio con la maglia numero 12 e Francesca Russo con la numero 3basket