Armao chiede fiducia alle banche: “Concedete credito alle imprese siciliane, uniche leve di lavoro vero”

“Il monito al sistema bancario è di concedere più credito alle nostre imprese“, e questo anche perché “oggi non ha più senso raccogliere credito in Sicilia e investire altrove. Le imprese sono le uniche leve di lavoro vero in Sicilia”. L’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao lo dice durante la presentazione del Rapporto sul credito del secondo semestre 2017 stilato dall’Osservatorio regionale sul credito, dal quale emerge una Sicilia in sofferenza sotto il profilo dell’accesso al credito. “Emerge una situazione di grave disagio – dice Armao -, anche se più per le famiglie che per le imprese, sulla quale interverremo. Lo abbiamo fatto già in parte con la legge di Stabilità regionale con misure in favore delle famiglie e delle imprese, confidi e mediante sistemi di ingegneria finanziaria volti a sostenere l’accesso al credito”. Il riferimento è ai 50 milioni di dotazione patrimoniale all’Irfis, ad altri 84 milioni riconosciuti allo stesso istituto e a 50 milioni di fondi reperiti tramite Tranched Cover. A giorni dovrebbe arrivare, invece, l’ok dal Mise per altri 70 milioni di euro per i confidi. “Di più si farà nei prossimi mesi – annuncia Armao – con misure volte a sostenere il microcredito e altre forme di incentivazione dell’accesso al credito.

Ma veniamo allo stato di salute del sistema bancario in Sicilia: il numero delle banche nell’isola decresce. Il secondo semestre 2017 registra 28 istituti di credito aventi sede legale in Sicilia, decisamente pochi rispetto al passato glorioso dei tempi, per fare qualche nome, del Banco di Sicilia e della Sicilcassa. Ma non basta: la tendenza si conferma visto che dal prossimo report dovranno essere cancellate Banca Nuova (incorporata da Intesa San Paolo), la Banca credito cooperativo Antonello da Messina, a seguito della fusione per incorporazione nella Banca di Credito Cooperativo La Riscossa di Regalbuto, e la Bcc Senatore Pietro Grammatico di Paceco, sottoposta a procedura di revoca dell’autorizzazione all’attività bancaria da parte della Bce. Una grossa fetta degli istituti di credito presenti nell’isola è costituita da banche di credito cooperativo (22). A completare il quadro, 4 spa e due banche popolari, per un ammontare di 473 sportelli. Le altre banche presenti nella regione, ma aventi sede legale fuori dal suo territorio, hanno operato complessivamente con 967 sportelli: in tutto, quindi, 1440 sportelli bancari in tutta la Sicilia.

Analizzando nel dettaglio le attività delle banche, una buona notizia per il sistema creditizio siciliano arriva sul fronte dei depositi, che a dicembre 2017 hanno evidenziato un valore superiore rispetto a quello registrato nello stesso periodo dell’anno precedente: 59 miliardi contro i circa 58,3 del 2016. Diverso il discorso per quanto riguarda gli impieghi, inferiori rispetto al 2016 (61 miliardi contro i 64 dell’anno precedente). Le sofferenze risultano in diminuzione (circa 9 miliardi contro 11 e rotti). tutte tendenze in linea con la media nazionale. In Sicilia, tuttavia, si conferma un’incidenza elevata delle sofferenze sugli impieghi (14,8% rispetto al 9,5% del dato nazionale), dovuto principalmente alle difficoltà delle famiglie rispetto più che alle imprese. Il divario tra la Sicilia e l’Italia diminuisce, infatti, se si prende in considerazione il rapporto sofferenze-impieghi relativo alle sole imprese (24,9% contro 23,7%).


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