Trattativa Stato-mafia, Mori: “Se fossi stato io sarei un folle ad aver organizzato un affare simile”

Intervistato dalla trasmissione Faccia a Faccia di Giovanni Minoli, in onda su La7, il generale Mario Mori ha commentato la sentenza della Corte d’assise di Palermo sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, che lo ha visto condannato a 12 anni di reclusione. “Se fossi stato io sarei un folle ad aver organizzato un affare simile, non dovrei andare in carcere ma in una clinica neuro-psichiatrica“, ha detto Mori, che ha ritenuto la sentenza ingiusta, annunciando il ricorso in appello insieme agli ufficiali Antonio Subranni e Giuseppe De Donno.

“Sono le stesse carte, le stesse vicende e gli stessi testimoni del processo di favoreggiamento a Provenzano in cui sono stato assolto”, ha aggiunto Mori nel corso dell’intervita. “Mi sono innervosito e poi ho deciso di continuare a difendermi. Penso che sia un processo che ormai è debordato dal campo penale per entrare in quello che è storico-ideologico. Qui si fa l’analisi di un periodo storico più che esaminare le colpe di qualche imputato”.

Per la cosiddetta trattativa la Corte di Assise di Palermo ha condannato a pene comprese tra 8 e 28 anni di carcere gli ex vertici del Ros Mario MoriAntonio Subranni e Giuseppe De Donno, l’ex senatore Marcello Dell’UtriMassimo Ciancimino e i boss Leoluca Bagarella e Antonino Cinà.