Sicindustria, l’antimafia di facciata e il monopolio dei rifiuti. Orlando non rinnega le sue accuse e rilancia

Leoluca Orlando non si rimangia nulla di quanto affermato negli anni contro Montante, Catanzaro e Confindustria Sicilia: la sua posizione continua a essere quella riassunta in un passo dell’atto di citazione con il quale Sicindustria gli ha chiesto un risarcimento di 1.000.000 di euro per diffamazione, significativamente diffuso e reso pubblico dallo stesso sindaco di Palermo, nel quale afferma che “le dichiarazioni e frasi pronunciate nel pieno esercizio delle funzioni e prerogative di sindaco della Città Palermo e presidente dell’Anci, ove rispondenti al vero, non hanno di per sé natura diffamatoria o offensiva ma costituiscono esercizio del fondamentale ed insopprimibile diritto e dovere di critica e denuncia riconosciuto a tutti i soggetti che ricoprono cariche pubbliche”.
I temi dell’accusa politica del sindaco di Palermo, come rappresentati nell’atto di citazione di Sicindustria, sono quelli della gestione dei rifiuti in Sicilia e dell’antimafia di facciata. Orlando ha contestato in questi anni, rispetto “l’esigenza dei cittadini di avere l’acqua e la raccolta dei rifiuti” che “l’unico partito di maggioranza negli ultimi otto anni, sia con Lombardo sia con Crocetta, è stato Confindustria, che qualche responsabilità se la deve prendere”. E ancora: “Sostengo che è un elemento di perversione istituzionale della Sicilia la cosiddetta Confindustria antimafia”. Il sindaco di Palermo ha accusato gli industriali di sostenere “il monopolio nel settore dei rifiuti da parte di Giuseppe Catanzaro”.

Confindustria Sicilia però ritiene che le accuse di Orlando vadano ben oltre una presa di posizione e di critica o una denuncia politica. Secondo l’associazione degli industriali, Orlando, “rendendo infamanti dichiarazioni nei confronti di Sicindustria, accusando la stessa di gestire illecitamente determinati settori di rilievo dell’economia siciliana in funzione del perseguimento di vantaggi personali di singoli suoi esponenti” avrebbe compiuto “fatti illeciti diffamatori”.

Nel rendere pubblico l’atto di citazione con cui Sicindustria ha chiesto a gennaio di quest’anno un milione di euro per diffamazione, Leoluca Orlando torna ad attaccare un sistema “che in Sicilia ha preteso per diversi anni di avere il volto della legalità ma ha mostrato l’agire dell’illegalità, come da me più volte affermato ed anche segnalato in sedi e ad istituzioni aventi anche poteri e funzioni giudiziarie.”

Orlando prosegue ricordando che “è altrettanto noto, e ribadito dagli stessi vertici di Sicindustria che per questo mi accusano di un presunto danno d’immagine, che dal 2010, quando a parole e prese di posizione seguivano comportamenti e fatti in direzione diametralmente opposta, ho rotto qualsiasi contatto con quell’associazione, criticandone apertamente e chiaramente l’ambiguità e il pericoloso ruolo svolto rispetto alla politica e ai governi regionali. Mentre spetterà alla Magistratura proseguire il proprio lavoro di indagine e sanzione di comportamenti illeciti, quale sia il rapporto fra me e Sicindustria è certificato appunto nella citazione nella quale sono proprio loro a ricostruire le mie prese di posizione pubbliche.
Tutto il resto – conclude Orlando – comprese le parole degli indagati rilasciate per creare cortine fumogene, è del tutto irrilevante”.


L’atto di citazione di Sicindustria contro Leoluca Orlando con la richiesta di 1.000.000 di euro per diffamazione

Pubblicato da Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo su giovedì 24 maggio 2018

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