Montante condotto in carcere: ai domiciliari avrebbe provato a inquinare le prove

Nuovi sviluppi nell’inchiesta su Antonello Montante. Oggi pomeriggio la procura di Caltanissetta ha chiesto un aggravamento della misura cautelare per l’ex presidente di Sicindustria, che dai domiciliari, secondo gli inquirenti, avrebbe provato a inquinare le prove raccolte contro di lui. Il giudice delle indagini preliminari Maria Carmela Giannazzo, secondo quanto si apprende da La Repubblica, ha disposto d’urgenza il provvedimento e dagli arresti domiciliari, Antonello Montante è stato trasferito in carcere.

Montante era stato arrestato dieci giorni fa e posto ai domiciliari con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Agli arresti domiciliari erano finiti anche il colonnello dei Carabinieri Giuseppe D’Agata, ex capocentro della Dia di Palermo tornato all’Arma dopo un periodo nei servizi segreti, Diego Di Simone, ex sostituto commissario della squadra mobile di Palermo, Marco De Angelis, sostituto commissario prima alla questura di Palermo poi alla prefettura di Milano, Ettore Orfanello, ex comandante del nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza a Palermo, e Massimo Romano che gestisce la catena Mizzica – Carrefour Sicilia, con oltre 80 punti vendita nella regione.

Già al momento dell’arresto Antonello Montante provò a distruggere una trentina di pen drive che contenevano all’interno parte del suo archivio. Ora la decisione del gip e il trasferimento in carcere per evitare che possa inquinare le prove a suo carico.