Roberto Fico l’anticonformista, che ascolta l’inno di Mameli ma se ne fotte della liturgia

Abbiamo deciso di dire no alla retorica, almeno in questo sacro giorno della memoria? E allora viva Roberto Fico che se ne fotte (e bene fa) della liturgia dell’inno di Mameli e lo ascolta composto ma senza l’esibizione della mano sul cuore che fa tanto Buffon alla Coppa del Mondo. Viva il presidente della Camera che rinuncia al conformismo di maniera e all’ostentazione di qualcosa di così abusato che quasi quasi se la batte con la retorica dell’antimafia.

Ha scelto di essere Fico senza fare il fico. Non si è meno corretti istituzionalmente se le mani stanno giù, anche fossero in tasca, mentre risuona l’inno nazionale davanti alle facce assonnate che hanno accolto l’arrivo della Nave della legalità. Meglio Fico, sobrio e composto, dei suoi vicini dalle statiche pose da sembrare quasi delle statuette del presepe napoletano. Mille volte meglio Fico.

(Il video è di Marcella Chirchio).


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