Algebra dell’assenza: presenze a Palermo

Nel bel mezzo di un complesso trasloco, Nunzio Scibilia, in arte Realto, volge lo sguardo verso un cassonetto di una via di Milano. Accanto, ci sono alcuni cartoni da imballaggio: la vista cade dove duole l’occhio. Qui, scorge una, due, tre, tante “cartelle”. Particolari. Si incuriosisce. Ferma la macchina, scende a vedere da vicino questi cartoncini, d’antico colore: bianco ingiallito, rosa, beige.

Sono “cartelle” ormai scadute, gettate via, che riportano conti delle pensioni per medaglie al valore o per caduti in guerra. Non sono le pensioni per i caduti di mafia. Ma sono le pensioni e le decorazioni di un tempo passato. Sono di decenni fa: degli anni tra le due guerre mondiali, e poi fino agli anni ’40 e ’50 del secolo scorso.
Testimoniano di uomini, testimoniano vite, storie, dolore. Uomini, tutti, uomini, ovviamente. Militari, soldati volontari o meno, della cui assenza in famiglia è rimasta l’algebra della pensione, o della decorazione. Vite spezzate, in giovinezza, senza più il calore della coperta umana. E che testimoniano l’Algebra dell’assenza.

 Decide di raccoglierle. L’ispirazione è immediata, furtiva, folgorante, come tutte le ispirazioni. In ogni cartoncino, in ogni scheda tra i conti vede il volto dell’uomo che c’è dietro. Lo disegna, prendendolo a prestito da chi è oggi. Lo traspone, così, in disegno in ogni cartella. Riportandolo al presente.
Ne fa dunque delle opere, ma non basta. Realto è soprattutto musicista, trasforma le assenze in presenze attraverso installazioni: in vari luoghi, in Italia e anche in Svizzera. Percorre quindi la Penisola al contrario e torna nella sua Palermo, in occasione della Settimana delle Culture 2018. E trova un posto, il posto, adatto all’istallazione: la cripta di Santa Maria del Piliere, nel bel mezzo di quella parte di Palermo che fu dilaniata dalle bombe del 1943, a due passi da palazzo Branciforte e palazzo Lampedusa.
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