Ieva Preskienyte, dalla Lituania all’Andros Basket Palermo: “Il mio desiderio? Restare”

Quando Ieva si alza in piedi mette un po’ di soggezione. Anche in tempo di turismo accentuato, i siciliani non sono tanto abituati a relazionarsi con una ragazza che supera il metro e 90. Mette tutto a posto il suo sorriso semplice e disarmante e gli occhi chiari da ragazza dell’Est. Storia di Ieva Preskienyte, 24 anni, pivot dell’Andros Basket Palermo, che ha portato un pezzo di Lituania, paese al vertice nel basket mondiale, dalle nostre parti. Giocatrice di livello, che ha frequentato a lungo le nazionali giovanili del suo paese e spera di approdare in quella principale, e ragazza non banale, piuttosto diversa dai suoi coetanei. Nessun tatuaggio, niente cuffie perennemente nelle orecchie, una passione per i siti culturali e per la cucina (“so preparare ottimi dolci”). Il poco tempo libero lasciato dalla pallacanestro lo ha passato a visitare il centro storico anche in angoli meno usuali (“mi è piaciuto moltissimo la moschea”).

Paura della Sicilia? Nessuna. Al termine “mafia” non ha mai neppure pensato. Un bel po’ degli stereotipi del passato sembrano svaniti: “Quando i miei genitori hanno saputo che venivo a giocare a Palermo erano contentissimi – racconta Ieva – E quando sono venuti a trovarmi a novembre non potevano credere al clima in quei giorni”. Ieva è fidanzata con Paulius Knyza, un connazionale, ovviamente pure lui cestista, che per stare vicino a lei, ha giocato quest’anno nella serie C siciliana a San Filippo del Mela. E Ieva ha scoperto così la bellezza della costa messinese: “Mi sono piaciute Milazzo e Cefalù; poi ho visitato Agrigento, che splendore la Valle dei Templi!”. E in campo? Una sorpresa, con rendimento elevatissimo che ha contribuito in modo determinante al campionato dell’Andros Palermo, protagonista fino a sfiorare la promozione in A1 sfuggita solo ai play off. Dopo una stagione così e così in Spagna, all’Aros Leon, Preskienyte ha messo i suoi 192 centimetri al servizio della squadra. Non solo i rimbalzi (tanti) che la sua fisicità suggeriva, ma anche movimenti adeguati, intesa con le compagne e percentuali strepitose. Ha chiuso al primo posto delle statistiche per il tiro da 2 (60,9%) nonostante un movimento atipico ma estremamente redditizio.

“La mia strada verso la pallacanestro era segnata sin da bambina – si racconta Ieva – mio padre Arvydas è un coach di basket, ho imparato a giocare prestissimo”. Nata ad Alytus, una delle maggiori città del sud della Lituania (70.000 abitanti), un’esperienza di due anni in Kazakistan, Preskienyte è sbarcata nell’Europa occidentale e il test va considerato superato. Anche sul piano umano. “Sapevo che l’Italia e Palermo in particolare sono luoghi diversi da quelli da cui provengo, più calorosi e amichevoli. Non è stato sempre facile ma certamente è stato bello. La cosa che mi ha più stupita è il rapporto con le compagne di squadra, soprattutto le più giovani, che hanno fatto di tutto per non farmi sentire sola e aiutarmi nell’inserimento. Anche Santino Coppa, il coach arrivato a metà stagione, è stata una sorpresa sul piano umano. Ero abituata ad allenatori che, fuori dal parquet, mantengono le distanze, lui era pronto a scherzare e tirarti su se ti vedeva di cattivo umore. Il mio futuro? Deciderò assieme al mio agente, il mio desiderio sarebbe restare e proseguire nel progetto vincente dell’Andros per ottenere quella promozione solo sfiorata quest’anno. Ma devo ancora parlare con la società e valutare”. Di certo c’è che Mondello, dove ha vissuto, le è entrata nel cuore come successo a tante altre straniere dello sport, conquistate dal “sicilian way of life”.