Chiude il ‘Grivi’ di Enna, l’ultimo cinema Paradiso

Ha chiuso i battenti da poco il “Grivi” multisala, l’unico cinema ennese.

Non ne ero nemmeno a conoscenza. L’ho saputo quasi per caso.

Abito qui da poco più di due anni ed il “Grivi” per molti di noi forestieri, trapiantati per sbaglio o soltanto di passaggio, era uno dei (pochi) veri riferimenti culturali della città.

Era rassicurante pensare che tra la nebbia costante – che qui tutti chiamano “la paesana” -, alla fine di lunghe passeggiate in solitaria per i vicoli infiniti ed inestricabili del centro storico, si stagliava improvvisa e maestosa l’architettura fascista di quel palazzo su cui trovavi troneggiare, come un invito al viaggio ed all’immaginazione, quelle cinque lettere luminose e familiari.

Spesso alla fine di una giornata di lavoro, come tante, senza la voglia di fare chilometri in macchina per arrivare a Catania, a Caltanissetta o chissà dove, provati dalle ore lente e ripetute dell’ennesimo processo, con i colleghi ci guardavamo in faccia pensando a come occupare il tempo della sera.

E tante volte la risposta giusta era sempre quella: andiamo al cinema.

Andavamo a quell’orario insolito: 21,30 per la proiezione serale. Un orario che tante volte avevo desiderato avere a disposizione anche a Palermo perché poco dopo la cena ma comunque non troppo tardi per noi che non facciamo più parte dei ventenni che conquistano la notte.

Ho battuto Enna in lungo e largo nel tempo libero in questi anni.

Non so dire se conosco davvero i nomi delle sue strade o gli incroci dei suoi palazzi abbandonati e tristi ma so per certo che avevo dei punti di riferimento, come una bussola, per orientarmi e non perdermi nella selva dei mie pensieri.

La libreria (una sola).

Il locale alternativo (uno solo).

Il locale per i quarantenni che non vogliono crescere (uno solo).

Il cinema (uno solo).

Non so se nella vita si può dire di amare davvero un oggetto, come una macchina, una moto, una strada, un palazzo. Ma certamente quando certi luoghi in cui ci siamo trovati a passare ore o certi oggetti che abbiamo avuto accanto a lungo scompaiono o finiscono forse, all’improvviso, ci sentiamo più soli.

Il “Grivi” se ne va, insieme alla sua scritta al neon in mezzo alla nebbia proprio come il cinema Paradiso.

E’ l’ennesimo tratto di un’epoca che si chiude, come spesso accade in questo Paese sempre in bilico tra la rincorsa sognante alla modernità ed il ricordo del passato che invecchia e che scompare.

E mentre si abbassa la saracinesca mi sembra quasi di vedere il volto del vecchio Alfredo, il cineasta del film della nostra infanzia, che proprio davanti al “Grivi” sembra guardarmi per l’ultima volta solo per ricordarmi la lezione che si insegna per le cose che vanno via qui in Sicilia.

Non ti fare fottere dalla nostalgia”.

Scritto da Giovanni Romano (magistrato in servizio a Enna)