Almaviva Palermo, i sindacati: “Trattativa con azienda prosegue solo con stop a cessione ramo call center”

Il prosieguo di qualsiasi trattativa è legato alla rinuncia di tale Cessione“, e cioè quella del ramo d’azienda call center di Almaviva contact Palermo ad una newco. Non lascia spazio a interpretazioni il comunicato congiunto di Uilcom Uil, Fistel Cisl e Ugl Telecomunicazioni.

Le organizzazioni dei lavoratori mettono nero su bianco il loro niet alla cessione avviata dall’azienda e, pur lodando l’impegno della Regione e del Comune di Palermo, hanno sollevato la questione dell’assenza dei committenti all’incontro di martedì, parti in causa dalle quali non è possibile prescindere: “Il Tavolo Istituzionale ha preso atto dell’assenza dei committenti che operano nell’Unità produttiva di Palermo – si legge nella nota – Le organizzazioni sindacali hanno stigmatizzato tale comportamento che impedisce di portare la vertenza in ‘trasparenza’, non è più possibile continuare un confronto che mette a rischio la tenuta occupazionale del sito di Palermo senza una verifica delle singole commesse, in termini di volumi, costo minimo del lavoro, regolato dalle leggi vigenti e numero di risorse occupate”. Proprio in questo senso, l’assessore regionale Mimmo Turano si è impegnato a sollecitare i committenti.

L’azienda, dal canto suo, ha ribadito quali siano le criticità del sito palermitano, che genera una perdita mensile non più sostenibile, con conseguente incertezza sulla continuità delle attività presenti su Palermo, e un esubero strutturale che interessa almeno 900 risorse, affidate agli attuali ammortizzatori sociali ormai insufficienti e in scadenza al 12 Giugno. I sindacati hanno avanzato alcune proposte per il rilancio del sito, che si rifanno a quanto stabilito dall’accordo siglato a maggio dello scorso anno: “Oltre all’ammortizzatore sociale per gestire il medio periodo – scrivono le organizzazioni dei lavoratori -, serve un investimento in solido dell’azienda per finanziare eventuali esodi incentivati, la qualità delle performance lavorative va supportata da precise risorse pubbliche dedicate alla formazione e riqualificazione dei lavoratori, analoga considerazione è stata rappresentata nel rivendicare l’esigibilità anche di nuove attività legate all’Informatica e alle ‘misure’ previste dai Bandi Regionali in materia, rimaste inapplicate nella gestione dell’accordo sindacale in oggetto”.

“Siamo tutti d’accordo – è la conclusione dei sindacati – nel sostenere che non si possono chiedere ulteriore sacrifica ai lavoratori, ma siamo oltremodo convinti che non è sufficiente dire No se non si avanzano proposte concrete. Se siamo convinti che il processo di Formazione e Riqualificazione è centrale per la risoluzione della vertenza dobbiamo sostenere il Tavolo Istituzionale e verificarne i risultati”.