Il figlio dell’attore Marcello Mazzarella arrestato in Giappone: rischia 5 anni per aver investito con la bicicletta un’anziana

Può un semplice incidente in bicicletta farti rischiare di andare in galera per 5 anni? Sì, se ti trovi dall’altra parte del mondo e le leggi di quel Paese prevedono pene severe. È quanto sta accadendo a Piero Vincent Mazzarella, figlio dell’attore Marcello Mazzarella, di Erice. Il ragazzo 27enne era andato in vacanza in Giappone e lì, a pochi giorni dal rientro a casa, ha investito con la sua bicicletta un’anziana signora che cadendo si sarebbe fratturata l’ischio, un osso del bacino.

Paese che vai, legge che trovi. Piero non è fuggito, anzi, ha subito dato aiuto alla signora. Non c’è omissione di soccorso, ma le leggi in Giappone sono molto diverse da quelle italiane: ed ecco che scattano le manette.

Intanto il padre si preoccupa e con post continui sulla propria pagina Facebook aggiorna amici e conoscenti sulla situazione.

“Per un incidente in bicicletta, Piero, mio figlio, si trova detenuto a Tokyo”, ha scritto lo scorso 7 maggio. “La signora investita è una persona anziana ed è stata soccorsa sia da mio figlio che dall’ambulanza. Non sembrano esserci complicazioni anche se poverina si è fatta male all’osso sacro e mi dispiace da morire. Non si conosce però la dinamica dell’incidente, non abbiamo cartelle mediche, o quantificazioni economiche, ne il capo d’imputazione. L’ambasciata Italiana sta seguendo la questione in modo attento. Intanto il ragazzo è stato privato di tutti gli effetti personali e di qualsiasi forma di comunicazione, se non attraverso un avvocato d’ufficio che è in contatto con noi e con l’ambasciata Italiana. I canali sono lenti a causa delle traduzioni, la privacy ecc… si rischia che le cose vadano per le lunghe. Il ragazzo è isolato e detenuto come se avesse commesso un delitto gravissimo. Prima di partire aveva fatto saggiamente un’assicurazione. Non sappiamo neanche il vero capo di imputazione. Si può trattenere in carcere un bravo ragazzo con fedina pulita, andato in Giappone a cercare spiritualità e risposte alla vita? Mi sto attivando per muovere tutte le forze possibili per uscire da questa situazione imbarazzante e oltre ai motivi personali sono molto stressato da questi fatti. Ma come sempre, mi batto come un leone per difendere mio figlio e voglio risposte immediate dalle autorità Giapponesi. Spero non sia solo una becera questione economica di risarcimento civile. Si può mettere in prigione una brava persona per un incidente coperto da assicurazione? Non sappiamo neanche se ha veramente colpa! Non sappiamo nulla. Solo che il ragazzo è detenuto, isolato, e in attesa e che questa situazione può andare per le lunghe fino a 23 giorni… ora cerco di fare intervenire il Ministro degli Affari Esteri e mi reco in ambasciata Giapponese a Roma. Voglio che rilasciano immediatamente il ragazzo”.

Ma ancora, dopo sette giorni, nessuna buona notizia, né dal Giappone, né dall’assicurazione. “Un’altra cosa che voglio comunicare e condividere attraverso questa esperienza è: fate buone assicurazioni quando partite in paesi stranieri fuori dall’EU. Quelle che si fanno con carta e penna, quelle dove vedete in faccia l’agente mentre firmate”.

“Più leggo mail che mi arrivano per aggiornarmi – ha scritto ieri – e più mi rendo conto che tutto potrebbe essere un incubo. Sono SOTTO SCACCO BUROCRATICO. Sospeso tra Assicurazioni e i suoi centralini del cavolo e la Giustizia di uno stato più minuzioso degli Svizzeri al punto da essere indeciso se applicare art.209 o art.211. Se dare una multa da 300.000 yen o 1.000.000 yen. Se il ragazzo è colpevole oppure no!”.

Una situazione complicata tra burocrazia e barriere linguistiche e culturali. “Da quello che sto capendo… questi vogliono che io parta con la valigetta di soldi per andare a pagare. Vogliono garanzie. Anche se c’è un’assicurazione che per il tramite della Japan Assist International ha già detto al legale Giapponese: «cosa devo pagare? Quanto? A chi?». Vedi che se avessi avuto il denaro avrei risolto tutto. Ma io non so neanche quanto e cosa vogliono questi!”. E intanto Piero resta ancora in carcere.


Widget not in any sidebars