Arresto Montante, Orlando: “Anomala influenza sui precedenti governi”. Fava: “Agire in autotutela”

Arrestato l’ex presidente di Sicindustria Antonio Calogero Montante, attuale presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta e di Retimpresa Servizi di Confindustria Nazionale. Non tardano ad arrivare i primi commenti dal mondo politico siciliano.

“Confidando nel lavoro della magistratura su questa ed altre vicende che riguardano l’ex presidente di Confindustria Sicilia, non posso che ribadire – dichiara il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando – l’anomalia, da me più volte denunciata in diverse sedi, di un sistema confindustriale che ha determinato per almeno sei, sette anni le politiche dei precedenti governi della Regione in settori strategici dell’economia e della vita delle nostre comunità“.

“Dopo l’arresto con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e di aver spiato l’attività della magistratura (accusa che si somma a quella di concorso in associazione mafiosa, per cui è tutt’ora indagato) è scandaloso – afferma il deputato regionale del movimento #Centopassi, Claudio Fava – che l’ex presidente di Confindustria Sicilia Antonello Montante conservi intatte le proprie cariche: presidente della  Camera di commercio di Caltanissetta e presidente di Retimpresa, una consociata di Confindustria nazionale.”

Ecco gli interrogativi che pone Fava: “A lungo protetto dall’ex presidente della Regione Crocetta e dall’ex senatore Lumia, chi consente ancora oggi al signor Montante di ricoprire quegli incarichi, nonostante da due anni sia indagato per reati di mafia? Quale sistema deviato di potere è stato costruito negli anni attorno a questo imprenditore? Quanti altri protettori occulti e palesi, dentro e fuori le istituzioni, hanno protetto la sua carriera? In attesa di una risposta, chiediamo agli organi preposti, nonchè al presidente nazionale Confindustria Boccia e al presidente della Regione Musumeci, di adottare i provvedimenti urgenti ed opportuni affinchè Montante venga sollevato immediatamente dalle sue funzioni. Se ad accuse così gravi e circostanziate non segue un atto di autotutela delle istituzioni, rischia di prevalere – aggiunge il deputato regionale – il senso tragico e ridicolo dell’impunità personale“. Per Fava, inoltre, “nessuno, di fronte al decoro delle istituzioni, può essere considerato per così tanto tempo un intoccabile”.