Maria Pia e Felicia, madri di Sicilia

Deja vu, un anno dopo. La riflessione su due grandi donne simbolo della nostra terra. Le mamme di Paolo Borsellino e Peppino Impastato, il loro dolore e il loro coraggio. E un giorno speciale in cui è giusto riconoscere e sottolineare la grandezza di chi ci ha dato la vita.

Nel giorno della Festa della Mamma, più o meno da 25 anni, mi faccio una domanda: che mamma speciale sarà stata Maria Pia Lepanto? Pochi accoppiano il suo nome a quello del suo più celebre figlio, Paolo Borsellino, che quel giorno in via D’Amelio, proprio davanti alla sua casa andò a trovare la morte. Era tanto risaputo l’attaccamento del giudice verso la madre che la Mafia non ebbe dubbi e individuò in questo sentimento profondo tra figlio e madre il tallone d’Achille del giudice più protetto d’Italia. Una strada senza uscita, un rito che si ripeteva quasi ogni giorno e che inevitabilmente forse per questo fa abbassare le difese, la certezza che “se non è oggi è domani”: è così che via D’Amelio e la casa della mamma diventano la tomba del giudice Paolo e della sua scorta. Che mamma speciale sarà stata Maria Pia Lepanto se il primo pensiero del figlio, quel pomeriggio del 19 luglio, alla vigilia dell’audizione a Caltanissetta, dove si sarebbe presentato con la sua borsa e le sue agende per parlare con i giudici che indagavano sulla strage di Capaci, fu ancora una volta di alleviarne la solitudine. Aveva 82 anni donna Maria Pia quando la mafia le fece vivere l’esperienza più contro natura che una madre possa immaginare, sopravvivere ad un figlio. Quella fitta al cuore la sopportò in silenzio per altri 5 anni, forse persino acuita da un ingiustificato senso di colpa, il figlio che muore per raggiungere la madre, un’assurda semplificazione che il dolore può far diventare verità. Una simbologia così forte che la mafia non poteva percepire ma che ha i contorni da tragedia greca.
Una fitta al cuore che niente può alleviare, come ha scoperto un’altra madre della nostra Terra, Felicia Bartolotta, la mamma di Peppino Impastato, che una parte della Sicilia ha ricordato soltanto pochi giorni fa a 39 anni dall’attentato mafioso che spense per sempre la voce di denuncia del creatore di Radio Aut. Felicia di anni ne aveva 62 quando don Tano Badalamenti presentò il conto da pagare e diede l’ordine di far tacere per sempre Peppino. Da autentica madre coraggio si ribellò all’omertà di Cinisi, della famiglia, di un marito compromesso con chi gli aveva ucciso il figlio. Con l’aiuto degli amici di Peppino sfidò anche quel pezzo di Stato che tentò di depistare le indagini. Non reclamò vendetta ma giustizia e quando l’ebbe potè finalmente vivere in dignitoso silenzio il suo dolore e nello stesso tempo far rivivere l’amato figlio attraverso un percorso di memoria.
Maria Pia e Felicia, le madri di Sicilia di cui ci sentiamo un po’ figli. Nel loro coraggio e nella forza dei loro atti d’amore c’è tanto di quel patrimonio comune ad ogni mamma. E c’è un giorno in cui, a tutti noi figli, riconoscere la grandezza delle madri e di queste madri, non fa per nulla male

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