Berlusconi riabilitato, può rientrare in Parlamento. Anche subito

Il tribunale di sorveglianza di Milano ha concesso la “riabilitazione” a Silvio Berlusconi, per il quale vengono meno gli impedimenti che gli hanno finora precluso la possibilità di essere parlamentare. Potrebbe rientrare in Parlamento anche da subito. Ecco come.

Berlusconi, eletto per la prima volta senatore nel febbraio 2013, viene condannato definitivamente l’ottobre dello stesso anno a quattro anni (tre anni col beneficio dell’indulto e un anno scontato attraverso l’affidamento ai servizi sociali) per frode fiscale nel processo Mediaset. Subisce la pena accessoria di due anni d’interdizione dai pubblici uffici e viene dichiarato decaduto dal Senato alle 17.43 di mercoledì 27 novembre 2013.
L’interdizione non gli ha permesso di candidarsi alle elezioni europee del 2014. E la cosiddetta legge Severino (190/2012), i cui effetti prevedono l’incandidabilità per sei anni dopo la condanna, gli ha impedito di presentarsi alle recenti politiche. Ma la decisione del tribunale di Milano ha ora cancellato la condizione di incandidabilità. Infatti, il terzo comma dell’articolo 15 delle norme di attuazione (dlgs 235/2012) della stessa Severino, prevede: “La sentenza di riabilitazione, ai sensi degli articoli 178 e seguenti del codice penale, è l’unica causa di estinzione anticipata dell’incandidabilità e ne comporta la cessazione per il periodo di tempo residuo.”

Questo significa che se le consultazioni tra Cinquestelle e Lega non si concludessero positivamente, con l’accordo per la formazione di un governo, Berlusconi potrebbe candidarsi alle elezioni che si terrebbero nei prossimi mesi.

Ma il rientro in Parlamento potrebbe avvenire prima, in poche settimane, anche senza l’eventualità di elezioni anticipate, grazie a quanto previsto dal “Rosatellum bis” approvato lo scorso dicembre. La vigente legge elettorale 165/2017 ha infatti modificato il dpr 361/1957, che all’articolo 86, comma 3, disciplina come procedere nel caso di “seggi vacanti” alla Camera dei deputati, e l’analogo articolo 19 del dlsg 533/1993, che si riferisce al Senato. Nel caso quindi che rimanesse vacante per qualsiasi causa, anche sopravvenuta, un seggio in un collegio uninominale, si dovrebbe provvedere ad elezioni suppletive. Basterebbe in sostanza che in un collegio “sicuro” si dimettesse un parlamentare di Forza Italia per consentire a Berlusconi di essere eletto.

Il verdetto del tribunale di sorveglianza è già esecutivo, ma la Procura di Milano potrebbe ancora presentare ricorso.

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Dario Fidora

Direttore editoriale