Vanedda street art, a Valverde le strade diventano musei a cielo aperto (foto)

Portare l’arte sulla strada, in modo che sia disponibile e accessibile a tutti, cittadini e turisti. Letteralmente, Vanedda Street art, mix anglo-dialettale che dà il nome al progetto realizzato a Valverde, comune di quasi ottomila anime in provincia di Catania. È qui che può capitare di passeggiare per le vie della città e imbattersi in una scuola, quella intitolata a Padre Gabriele Allegra, e rimanere estasiati a osservare l’opera d’arte realizzata sul muro dell’edificio dall’americano Gaia e dal siciliano Salvo Ligama nel circuito di Emergence festival, curato da Giuseppe Stagnitta, che è stato da supporto per la realizzazione delle opere di maggiore dimensione. Si tratta della prima opera di questo genere in tutta la Sicilia realizzata su un edificio a uso scolastico.

Il progetto ‘Vanedda street art‘, realizzato dal vicesindaco di Valverde Luigi Torrisi, dall’assessore Clara Pennisi, specializzata in estetica e teoria delle arti, e dal geometra Salvo Cosentino, autore peraltro di due opere, raccoglie lavori di artisti di livello internazionale, come Giuseppina Toscano, Nespoon, Salvo Mauro, Alice Loma, Wadara e Bread Pitto. Mosaici e dipinti che si trovano per le piccole strade del comune, le vanedde, appunto (la vanedda per eccellenza è via Nuova, prima strada in cui è stato realizzato il progetto e dal nome fortemente evocativo). Opere d’arte il cui significato, non sempre immediato per occhi inesperti, viene spiegato durante i free walking tour, passeggiate tra le vie della città con guide al seguito che ‘raccontano’ l’opera, la sua nascita e ripercorrono le linee ispiratrici dell’artista.

“L’idea è quella di rendere fruibile l’arte per le strade della città – spiega il vicesindaco Torrisi -, rendendo bello ciò che, senza le opere, non avrebbe attrattiva. In questo modo la gente, cittadini e turisti, possono avere accesso all’arte. Opere di livello, abbiamo per esempio lavori di Giuseppina Toscano, che sono state esposte in galleria a Venezia. Abbiamo cominciato quasi per gioco – conclude Torrisi -, eravamo fiduciosi del fatto che avremmo avuto dei buoni risultati, ma siamo decisamente andati oltre ogni più rosea aspettativa”.