Obesità infantile, il dott. Muscolino: “Ecco come prevenirla. Manca un’efficace campagna informativa”

Un bambino su tre in Italia è in sovrappeso. A rivelarlo sono i dati del Ministero della Salute. Un problema che ha maggiore incidenza nel Sud Italia e che mette a rischio la salute dei bambini e il loro sviluppo. Problemi di salute che somigliano sempre più a quelli degli adulti, come ci spiega il dott. Giovanni Muscolino, responsabile della Neonatologia di Villa Serena a Palermo, pediatra ed esperto di obesità infantile.

“Negli adulti l’obesità può generare ipertensione e diabete”, dice il dottor Muscolino. “Problemi che negli ultimi anni sono riscontrabili anche nei bambini in forte sovrappeso. Senza considerare i problemi metabolici e il fatto che l’obesità sia considerata una malattia sociale. Ecco perché la prevenzione è importantissima, soprattutto nei bambini. Se ne dovrebbe parlare con il proprio pediatra. Ma, di base, è il nucleo familiare che deve avere la consapevolezza che il piccolo è in sovrappeso”.

Al Sud si tende a pensare che i bambini più grassi siano in salute, mentre quelli magri stiano male. “Purtroppo è un problema culturale – spiega il medico – al quale oggi si aggiunge un’aggravante: un tempo, infatti, i bambini del Sud mangiavano cibi genuini, mentre adesso mangiano schifezze industriali senza però un’adeguato regime di controllo dell’alimentazione. Al Sud inoltre si tende a pensare che più un bambino è grasso più “allungherà” nell’adolescenza. Niente di più errato. L’obesità il più delle volte, per le implicazioni endocrinologiche annesse, porta a bassa statura, soprattutto nelle bambine”.

Un controllo che deve essere diverso da quello degli adulti. “Non si può mettere un bambino a dieta. Ci vuole un approccio diverso da quello che si utilizza con gli adulti. Al bambino si deve schematizzare un’alimentazione corretta, ma non si deve togliere del tutto il piacere delle patatine fritte o della Nutella. Basta che tutto sia nel giusto quantitativo. Non bisogna poi farlo sentire un disastro: l’approccio psicologico è importante tanto quanto quello clinico. Bisogna spiegare tutto con concetti semplici e trovare il giusto equilibrio”.

Manca però un’efficace campagna contro l’obesità infantile, come avviene in altri Paesi, a partire dall’Inghilterra, dove sono stati scontati gli snack sotto le 100 calorie per incentivarne l’acquisto. “Si sottovaluta il problema, nonostante l’obesità infantile comporti anche una spesa sanitaria ragguardevole. Ci vuole una campagna informativa efficace – conclude il dott. Giovanni Muscolino – nelle scuole così come anche nei media. Poi però servono anche strutture e specialisti nel territorio“.