“La mafia è una montagna di merda”. Peppino, come te nessuno mai – IL VIDEO

Peppino Impastato è la faccia rock dell’antimafia. Lo è stato da sempre, addirittura prima ancora che la parola in questione divenisse di moda, fosse oggetto di polemiche e prologo di carriere. La sua antimafia fuori dalle convenzioni, gridata dal microfono di una radio, ha rotto gli schemi in tutti i sensi. Si doveva essere seri contro la mafia, portarle rispetto anche nella critica che doveva essere sussurrata e mai sopra le righe. Regole che che Peppino ha trasgredito una dopo l’altra.

La mafia è una montagna di merda“. Pensate, allora nel 1978, l’anno d’oro dei Bee Gees e di Stayin’ alive, di Figli delle stelle e Pensiero stupendo, quando Sandra Mondaini si travestiva da Sbirulino nei pomeriggi televisivi domenicali, Peppino urlava La mafia è una montagna di merda, una frase che rientrerebbe nelle regole della comunicazione di oggi detta 40 anni fa.

Radio Aut era lo strumento di denuncia, chissà cosa avrebbe fatto oggi con internet, quei 100 passi sarebbero diventati una diretta Facebook, un evento che, condivisione dopo condivisione, avrebbe rotto i coglioni a don Tano con ben altra forza, distruggendo gli argini di quella omertà che non era soltanto della periferia palermitana ma che avvolgeva con il suo abbraccio imbarazzante buona parte della borghesia siciliana.

Il rock di Peppino era di quello semplice e diretto, tipo Smoke on the Water, pochi accordi ma di straordinario effetto e suonati con l’anima. Non è un caso che il suo volto è diventato un’icona, lui come un Jim Morrison visionario ci ha insegnato che il boss deve essere smascherato anche con la satira e con l’iperbole che ne rende ancora ridicola l’effige e ne intacca il carisma. “La mafia è una montagna di merda”. Peppino non era un magistrato, un poliziotto, un politico o un rappresentante delle istituzioni. E chiediamo anticipatamente scusa a Piersanti, a Giovanni e Paolo, a Boris, a Rocco e Pio, non c’è alcuna intenzione di fare graduatorie di merito su chi ha di più fatto male alla mafia. Ma consentiteci di dire che come Peppino nessuno mai.