Bolzoni parla di mafia a Favara, spettatori in sala: zero

Ha ragione Attilio Bolzoni a meravigliarsi della totale assenza di pubblico alla presentazione a Favara del suo blog Mafie e del libro correlato La mafia dopo le stragi?

In realtà il suo è un finto stupore, una riflessione su La Repubblica odierna che da un lato richiama la cronaca recente del paese dell’agrigentino e dall’altro le capacità organizzative dell’intellighenzia locale.

C’è anche tanto di Helenio Herrera, la vecchia strategia di attaccare per difendere, l’esigenza di negare la più semplice delle verità: forse a Favara del blog e del libro non gliene fregava niente a nessuno. Ma proprio a nessuno. Capita, può capitare che un evento cada nel giorno sbagliato.

Personalmente ho un ricordo di una conferenza spettacolo di Vincenzo Cerami al Teatro Dante di Palermo un 27 dicembre di qualche anno fa. Cerami, lo sceneggiatore di Benigni, il premio Oscar, un one man show nel quale raccontava vizi e vezzi del cinema italiano. Ebbene, due spettatori in sala. Due che è peggio di zero perché non c’è attenuante alcuna, nessun complotto, ma solo il fallimento. Che a Favara non si sia presentata neanche la persona che avrebbe dovuto dialogare con Bolzoni più che sospetto appare beffardo. Da scherzi a parte, altro che mafia.