Finanziaria, sindacati dei regionali contro riclassificazione di 400 lavoratori: “Norma ad personam per categorie circoscritte”

I sindacati di categoria Cobas-Codir, Sadirs, Siad e Ugl-Fna si schierano contro la riclassificazione di circa 400 dipendenti regionali approvata ieri sera dall’Ars e inserita nella Finanziaria. Una procedura, quella dell’approvazione con legge regionale, che, affermano le organizzazioni di categoria, non è quella prevista. Per questo lo scenario che si prospetta è l’impugnazione della legge da parte della Presidenza del Consiglio di fronte alla Corte Costituzionale.

Le sigle “prendono atto, con rammarico, dell’inaccettabile silenzio da parte del Governo regionale relativamente alle importanti e delicate tematiche in oggetto indicate e più volte sollecitate in tutte le sedi – si legge nella nota inviata dalle organizzazioni – per poi approvare, invece, durante i lavori d’aula della Legge di Stabilità, con procedure in violazione alle Leggi Costituzionali e senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali, norme ad personam per categorie circoscritte di lavoratori nonostante le materie sul personale siano materia delegificata dal 2003″.

Una materia, insomma, che a detta delle organizzazioni dei lavoratori avrebbe dovuto essere demandata alla contrattazione e non alla legislazione regionale. Su questo punto i sindacati attaccano la condotta del governo Musumeci, che “oltre a creare le solite false aspettative (queste norme verranno certamente impugnate davanti alla Corte Costituzionale proprio per la modalità in cui sono state approvate in aula e per la disparità di trattamento con tutto il resto del personale), coincide con una totale mancanza di riscontro politico che appare, contrariamente all’inversione di tendenza che ci si aspettava rispetto al passato, come una pervicace apatia istituzionale che rischia di non fare comprendere le differenze con la politica dei precedenti governi”.

Per tutte queste ragioni, i sindacati di categoria, che rappresentano la maggioranza assoluta di tutti i lavoratori regionali, hanno proclamato lo stato di agitazione di tutto il personale della Regione, della dirigenza e degli enti e delle società partecipate che applicano il contratto di lavoro del comparto regionale. Infine, Cobas-Codir, Sadirs, Siad e Ugl-Fna annunciano che “in assenza di segnali concreti da parte del governo regionale, sarà indetta una prima manifestazione di protesta, propedeutica a una mobilitazione totale del personale per il diritto al rinnovo dei contratti, alla riclassificazione e a un’amministrazione efficiente al reale servizio dei cittadini”.