Vertenza Auchan La Rena, 30 aprile nuovo incontro. Ugl terziario: “Vogliamo proposte concrete”

C’è attesa tra i lavoratori per il nuovo incontro tra i sindacati catanesi e l’Auchan sulla vertenza per la chiusura del punto vendita di San Giuseppe La Rena, che si terrà domani, 30 aprile. L’ultima riunione, infatti, non ha prodotto l’esito sperato, visto che dei 101 impiegati solo per 55 di essi è stata prospettata una possibile soluzione, ed il nuovo aggiornamento è stato convocato per portare al termine la procedura con la definitiva cessazione dell’attività dell’ipermercato, fermo da quasi un mese. Proposte che non convincono appieno le organizzazioni sindacali, anche perchè contestualmente continua a rimanere sospeso il destino dei 46 dipendenti ai quali non è ancora stata trovata alcuna collocazione e si inizia ad intravedere un futuro nero per l’indotto rappresentato dai negozi presenti nella galleria di proprietà della stessa società francese. Nubi dense, dunque, che neanche la recente visita del leader della Lega Matteo Salvini ha contribuito a diradare, mentre la vertenza si fa sempre più dura anche in altre parti d’Italia ed in special modo a Napoli.

“Ci troviamo davanti ad uno scoglio parecchio complicato, poichè dopo oltre 20 giorni di trattative – dichiarano preoccupati il segretario provinciale della Ugl terziario Carmelo Catalano ed il suo vice Vito Tringale – non siamo riusciti ad avere risposte per la salvaguardia di tutte le unità lavorative attualmente incardinate ad Auchan La Rena. Vogliamo capire l’esito dei colloqui cosa ha prodotto, perchè l’ipotesi di trasferimento con incentivo o la ricollocazione in altri punti vendita fuori dalla provincia di Catania ed in città stessa non ci convince molto in quanto ancora non conosciamo i criteri scelti dall’azienda, ed in più ci aspettiamo un cenno da parte delle società del gruppo stesso come Bricoman, Leroy merlin, Bricocenter, con la messa a disposizione di posti di lavoro disponibili. Sarebbe illogico, infatti, che questi negozi assumano personale esterno ignorando la difficoltà che coinvolge una consorella. Peraltro – continuano – il punto che si vuole dismettere produceva un buon fatturato che, adesso, immaginiamo si sposterà gioco forza nello store di Porte di Catania dove servirà necessariamente forza lavoro, ed in questo senso chiederemo di valutare l’implementazione del personale proprio in quegli ipermercati dove si prevede un incremento di produzione”.

“Siamo ancora in attesa invece – aggiungono Catalano e Tringale – del tavolo tecnico annunciato dal sindaco di Catania, con il coinvolgimento di altre realtà imprenditoriali per la ricerca di un’allocazione per i lavoratori da riproteggere: che fine ha fatto? Lo riteniamo utile anche in funzione della nostra proposta di creazione di un apposito bacino di salvaguardia coordinato dalla Prefettura, per l’applicazione alla lettera delle tanto auspicate politiche attive del lavoro che tanto ci stanno a cuore come sindacato. Infine – concludono – ci auguriamo che la volontà espressa dai vertici aziendali allo stesso Salvini venga portato a termine come promesso, poichè il contrario rappresenterebbe senza dubbio un vero e proprio schiaffo nei confronti dell’istituzione e di un suo rappresentante. Confidiamo molto nei possibili risvolti positivi di questo nuovo passaggio, perchè crediamo fortemente nella soluzione della vertenza a livello locale, pur rimanendo pronti ad affrontare la battaglia nei tavoli istituzionali di livello nazionale che eventualmente saremo costretti a chiedere”.


Widget not in any sidebars