Artigiani, a Catania due giorni di sit-in e occupazione sede Crias contro fusione con Ircac e Irfis

Accorpamento Crias in due mosse, prima con Ircac e poi con Irfis, non ci stanno le organizzazioni dell’artigianato siciliano che hanno manifestato il 27 e il 28 marzo a Catania con un sit-in e l’occupazione della sede della Crias, contro il progetto dell’assessore all’Economia del governo Musumeci, Gaetano Armao, di fusione degli istituti di credito della Regione previsto in Finanziaria.
Cna, Claai, Confartigianato e Casartigiani contestano ad Armao di giustificare che l’accorpamento sia necessario per una presunta diminuzione dei costi di gestione a carico della Regione, circostanza non vera, non essendoci alcun capitolo dedicato alla copertura delle spese della Cassa Regionale per il Credito delle Imprese Artigiane. “Non è vero che la Crias sia un peso per i siciliani tutti, come dichiarato dal presidente Musumeci, in quanto, sia chiaro, il costo della sua esistenza viene pagato con gli interessi e le commissioni di chi contrae mutui, non con denaro pubblico”, sostengono Andrea Milazzo, Orazio Platania, Antonio Cristaldi e Nello Molino.
Sarebbe pretestuosa quindi la chiusura di un ente dedicato al credito agevolato conferendone le risorse in un unico super-istituto regionale di natura bancaria, che per le regole del credito ordinario non potrebbe che restringere l’accesso alle piccole imprese sottocapitalizzate.
“La riforma così come è stata pensata sarebbe la tomba delle imprese artigiane, pesantemente colpite dalla crisi (in 8 anni meno 13mila imprese in Sicilia) che hanno sempre più difficoltà ad accedere ai classici canali bancari. La liquidazione della Crias e il suo accorpamento impedirebbe l’accesso al credito a migliaia di aziende, che finirebbero nelle mani degli usurai“. È il grido di allarme delle associazioni degli artigiani contro l’iniziativa che continua a perseguire l’assessore all’Economia.

Dario Fidora

Direttore editoriale