Cannabis teraupetica e Diritto alla cura: continua la mobilitazione trasversale

Continua a raccogliere adesioni l’appello al Presidente della Regione Siciliana, lanciato dal comitato Esistono i Diritti, un paio di settimane fa, perché sia riconosciuto il Diritto alla Cura e la Regione si faccia promotrice di coltivazione di marijuana terapeutica. Un appello al quale hanno aderito oltre 100 personalità del mondo della cultura, della politica, del giornalismo, delle professioni, provenienti da storie diverse e di diverso orientamento politico. “Un appello trasversale come le sfide che provengono dal mondo radicale”, precisa Gaetano D’Amico di “Più Europa“.
L’appello promosso dal comitato Esistono i Diritti: “Noi donne e uomini diversi per storia cultura ed orientamento politico, siamo uniti nel chiedere che la Regione Siciliana si faccia promotrice di coltivazione di marijuana terapeutica. Tanti ammalati attendono che il loro Diritto di Cura, attraverso la Cannabis ed i cannabinoidi, venga riconosciuto. Noi, quindi ci appelliamo al presidente della Regione Siciliana affinché riceva la delegazione dei promotori della lettera inviata sul tema. Signor Presidente è necessario, è urgente.”

Pochi giorni fa, il 21 aprile, la manifestazione davanti alla sede della presidenza della Regione Siciliana (Palazzo d’Orleans a Palermo) da parte dei promotori dell’appello, con lo slogan “Dal corpo dei malati al cuore della politica”. Presenti, tra gli altri, Rossana Tessitore, Fabrizio Ferrandelli, Gaetano D’Amico, Zelda Raciti e Giuseppe Brancatelli, firmatari della lettera inviata oltre un mese fa al presidente Nello Musumeci.

Alla manifestazione ha aderito, tra gli altri, l’associazione Antigone con la presenza di Pino Apprendi. Durante la manifestazione è stato reso pubblico l’appello.

In definitiva, si richiede di attuare il decreto dell’ex-assessore della Regione Lucia Borsellino perché “Farmacisti, medici, operatori della sanità, aziende farmaceutiche, vengano coinvolti nella disponibilità della Cannabis terapeutica e permettere così a molti malati di accedere realmente a farmaci di questo tipo. Un farmaco che non viene prescritto e quando è prescritto non è sufficiente”, afferma Francesca Turano Campello.

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