Mafie, la lista dei ricercati più pericolosi d’Italia. Al primo posto Messina Denaro

Matteo Messina Denaro, Giovanni Motisi e Marco Di Lauro. Sono due mafiosi e un camorrista i primi tre superlatitanti inseriti nella lista dei “most wanted” stilata dal Viminale. Lista che – dopo l’arresto del settembre scorso a Montevideo del ‘ndranghetista Rocco Morabito – comprende anche un quarto e ultimo nome, quello di Attilio Cubeddu: niente mafie per lui ma un ruolo da protagonista nell’Anonima sequestri sarda.

Il più conosciuto, e pericoloso, di tutti resta Messina Denaro, “u siccu”, “il magro”, letteralmente sparito nel nulla nel ’93, l’anno delle bombe a Milano, Firenze e Roma, dopo una vacanza a Forte dei Marmi con i fratelli Graviano: è ricercato in campo internazionale – precisa la scheda della Direzione centrale della Polizia criminale – per “associazione di tipo mafioso, omicidio, strage, devastazione, detenzione e porto di materie esplodenti, furto ed altro”. Figlio di Francesco, capo della cosca di Castelvetrano e del relativo mandamento, compie giusto oggi 56 anni ma non deve essere il più felice dei compleanni visto che pochi giorni fa l’ennesimo blitz di polizia e carabinieri gli ha bruciato ancora più terra intorno, decapitando i vertici delle cosche del Trapanese (compresi due cognati) da lui stesso investiti della responsabilità di gestire gli “affari di famiglia”.

A lui come a Giovanni Motisi, “u pacchiuni”, “il grasso”, 59 anni, palermitano doc, ricercato dal ’98 per omicidio, dal 2001 per associazione di tipo mafioso e dal 2002 per strage: due anni fa e’ finito anche nella lista dei criminali piu’ ricercati dall’Europol. Ha l’ergastolo da scontare, il killer di fiducia di Totò Riina, secondo un collaboratore di giustizia presente anche quando si parlo’ per la prima volta di ammazzare il generale Dalla Chiesa. Nel ’99, durante la perquisizione della sua villa di Palermo, spunta una fitta corrispondenza tra lui e la moglie Caterina, bigliettini recapitati da ‘postini’ fidati assieme a vestiti e regali. Ed e’ dello stesso anno l’ultima ‘apparizione’ certa in Sicilia di “u pacchiuni”, alla festa di compleanno della figlia: nelle foto ritrovate diversi anni dopo risaltano le pareti coperte con lenzuola bianche per non far riconoscere il posto. Da allora, piu’ niente o quasi tanto da alimentare il sospetto – ricorrente nelle grandi latitanze – che Motisi possa essere morto. Un’altra ipotesi e’ che abbia cercato, e trovato, riparo in Francia: l’esattore del racket Angelo Casano ha raccontato che nel 2002 Motisi ‘perse’ la reggenza di Pagliarelli a vantaggio di Nino Rotolo e che per un paio d’anni si nascose nell’Agrigentino, ‘terra’ di Giuseppe Falsone. Boss arrestato nel 2010 dalla Gendarmeria francese a Marsiglia.

Di Marco Di Lauro, 38 anni a giugno, ricercato dal 2005 per associazione di tipo mafioso, gira una sola foto ufficiale, quella con la faccia da bravo ragazzo, “invecchiata” due anni fa dalla polizia con il software di age progression: del resto, ha appena 24 anni quando sfugge alla “notte delle manette”, maxi blitz delle forze dell’ordine. Il latitante di camorra più ricercato al mondo è stato indicato da un pentito come mandante di quattro omicidi. Quarto figlio del boss Paolo, detto “Ciruzzo o’ milionario” (per questo nel libro mastro degli stupefacenti viene indicato con la sigla F4, dove F sta appunto per figlio), scala le gerarchie del suo clan giovanissimo e sfrutta il suo talento di calciatore per attirare e affiliare giovanissimi ‘soldati’: di lui dal luglio 2013 si occupano anche gli 007 a stelle e strisce per presunti affari poco chiari a New York. Le voci sono tante e tanto discordanti dallo sconfinare nella leggenda: una villa nel Vesuviano per summit e incontri; l’amore per una donna legata a un clan di Torre Annunziata; il debole per i motori e le scarpe griffate; la capacita’ di nascondersi, all’occorrenza, sotto abiti e parrucche da donna; l’intervento di plastica facciale. Dopo un periodo a Dubai, si sarebbe spostato in Slovenia, o in Grecia, o piu’ probabilmente in Francia: ma senza mai rinunciare a puntate sporadiche a casa, a Secondigliano. Pronto a riprendersi la sua fetta di “Gomorra”.