Musumeci scaccia la sindrome di Pif: 30 milioni in più per i disabili gravi

Due anni fa avevano trovato un volto noto della tv pronto a perorare la loro causa. E difficilmente verrà dimenticato il faccia a faccia a suon di recriminazioni tra Piefrancesco Diliberto, noto ai più come Pif, e Rosario Crocetta. In mezzo, i disabili siciliani cosiddetti gravi e gravissimi, che rivendicavano non soltanto certezze sulle somme stanziate dalla Regione, ma anche su tempi e modalità. È così che si era arrivati, nell’estate del 2016, all’accordo secondo il quale la Regione avrebbe attivato nelle singole Asp le Unità di Valutazione Multidimensionale, dei veri e propri team formati da professionisti, col compito di valutare singolarmente ciascun disabile grave e gravissimo in Sicilia e redigere così i singoli piani sanitari personalizzati.

A distanza di due anni, e dopo un primo giro di protesta delle associazioni di diversamente abili, ecco che qualcosa di concreto si muove. Nella Finanziaria 2018 si parla finalmente di “piani personalizzati” per i cosiddetti disabili gravissimi. Ma c’è di più: la norma, come promesso dall’assessore alla Famiglia, Mariella Ippolito, aumenta il budget destinato ai circa 13mila disabili gravissimi censiti in Sicilia: dai 158milioni dello scorso anno, si passerà adesso a 188 milioni di euro. Ai quali si aggiungono, nello stesso articolo, 10 milioni di euro destinati all’abbattimento delle barriere architettoniche: la metà delle risorse sarà destinata con questo obiettivo agli enti locali, le restanti somme invece potranno essere richieste dai privati.

Una notizia, quella dell’incremento dei 30 milioni di euro, che tranquillizza soltanto in parte il cartello di associazioni “Siamo handicappati no cretini”. Secondo Giovanni Cupidi, tra i portavoce del movimento, “restano stabili le motivazioni che ci hanno spinti ad indire la manifestazione regionale del prossimo 27 aprile. Non foss’altro che perché questa, al momento, è soltanto una norma in un disegno di legge. Che, va da sé, deve ancora ottenere l’ok dell’Aula. E poi aspettiamo ancora l’attivazione delle Unità di Valutazione Multidimensionale in molte Asp, che dovranno poi redigere materialmente i piani individuali di cura”.

Ma in Finanziaria trovano spazio anche altre risposte ad altre forme di disabilità. È così che cinque milioni di euro vengono destinati alle comunità alloggio per disabili psichici. Ed è così che raddoppiano i fondi alla rete integrata di servizi per l’autismo, istituiti con una norma del 2005 che impegnava lo 0,1 per cento dei bilanci delle Asp ai pazienti affetti da questa patologia. La norma inserita in Finanziaria, invece, sposta l’asticella allo 0,2 per cento dei bilanci delle aziende sanitarie, destinando le somme “ad assicurare la piena funzionalità del centro per la diagnosi e il trattamento intensivo precoce, l’abbattimento dei tempi di attesa per l’accesso ai centri pubblici di riabilitazione, nonché a supporto degli interventi intensivi integrati ambulatoriali e domiciliari, anche nei confronti di soggetti autistici adolescenti e giovani adulti”.

E ancora, la legge di stabilità autorizza il Garante regionale delle persone con disabilità “ad avvalersi degli uffici del Garante per i diritti dei detenuti”. Mente è previsto un adeguamento sulla base dei tassi di inflazione registrati dall’Istat per i siciliani affetti da talassemia, il cui capitolo verrà incrementato di 88mila euro.

Insomma, piccoli e grandi passi, in una Finanziaria elefantiaca che si appresta ad affrontare la sua corsa contro il tempo per essere approvata entro fine aprile.

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