Finanziaria, rimettere in mare le idromoto del 118 costa 80mila euro

Torna in mente il vecchio gioco delle tre carte. Tra i tanti rivoli della Finanziaria, trova spazio anche la paradossale vicenda delle idromoto della Seus, la società partecipata della Regione Siciliana che si occupa della gestione del 118 nell’Isola.

Una vicenda di cui il Gazzettino di Sicilia si era già occupato, sollevando il caso a inizio anno. In sintesi, nel 2012 la Regione acquista delle idromoto per il soccorso in mare al largo delle spiagge più trafficate della Sicilia, da San Vito Lo Capo, fino a Mondello. Idromoto operative soltanto negli anni immediatamente successivi. Già dal 2014 le moto d’acqua sono rimaste ferme, nonostante l’investimento per l’acquisto, ma anche per la formazione degli autisti soccorritori che hanno conseguito il brevetto nautico per poterle guidare.

Un’interrogazione del Movimento 5 Stelle chiedeva che fine avessero fatto i mezzi e la risposta era arrivata proprio dalla Seus, che confermava l’inutilizzo e annunciava la vendita delle idromoto.

Ma adesso l’articolo 45 della Finanziaria istituisce una nuova convenzione, con tanto di impegno di spesa da 80mila euro, per rimettere in acqua le moto da soccorso. “Per la valorizzazione – si legge nel ddl – dei beni mobili di proprietà della Regione, l’Assessore regionale per la salute autorizza il Dipartimento di protezione civile a stipulare apposita convenzione con la SEUS al fine di utilizzare le idromoto da soccorso disponibili”.

E aggiunge che “per le finalità del comma 1 è autorizzata altresì la stipula di convenzioni con il personale del CONI Sicilia in possesso dei brevetti di salvataggio e soccorso in mare“. Insomma, il gioco delle tre carte. Prima la Regione acquista i mezzi e forma il personale della Seus per poterli guidare. Poi stipula una convenzione col CONI, per chiamare nuovo personale esterno (si presume abilitato alla guida delle moto d’acqua) che abbia anche il requisito dei brevetti di salvataggio e soccorso in mare. Tanto a pagare (due volte) è sempre Mamma Regione.

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