Eri un Pip? Ridammi 25 mila euro e avrai il lavoro. Firmato: Regione Siciliana

Le assunzioni in Resais fanno gola a chiunque abbia gravitato attorno all’universo dei Pip? Chi, negli scorsi anni, aveva scelto la fuoriuscita dal bacino in cerca di un lavoro più stabile, oggi si morde la mani? Nessun problema, nella elefantiaca Finanziaria regionale che ha ottenuto l’ok dalla Commissione Bilancio e che oggi approderà a Sala d’Ercole, c’è spazio anche per chi oggi si pente di aver abbandonato il bacino dei cosiddetti ex Pip.

Per rientrare a far parte della grande famiglia che attende la stabilizzazione nella società partecipata della Regione Siciliana basterà versare 25 mila euro, anche in comode rate nei prossimi 180 giorni.

La paradossale norma è inserita nell’articolo 78 della Finanziaria: “Tutela per i soggetti appartenenti al bacino “Emergenza Palermo” (PIP)”, al comma 6: “Al fine di garantire pari opportunità ai soggetti appartenenti al medesimo bacino, le disposizioni di cui al precedente comma si applicano anche a coloro che hanno beneficiato delle misure di fuoriuscita previste dalla previgente normativa. Gli interessati al reinserimento nell’elenco ad esaurimento presentano, entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, apposita istanza di reiscrizione, secondo le disposizioni applicative diramate dall’Assessorato della Famiglia, delle politiche sociali e del lavoro. Requisito essenziale all’accoglimento dell’istanza è la restituzione alla Regione, anche mediante rateizzazione, entro e non oltre 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, dell’intero ammontare della somma ricevuta al momento della fuoriuscita dal bacino, comprensiva degli interessi legali di cui al comma 2, a pena di decadenza”.

Insomma, ai circa 300 ex “ex Pip” che avevano rinunciato al lavoro dal 2014 in poi (quando, cioè, la normativa regionale ha previsto la possibilità di tirarsi fuori) basterà restituire il contributo di fuoriuscita, per essere reintegrati nel bacino.

Le “buoneuscite” sono state di due tipologie differenti negli anni: inizialmente, dal 2014 al 2016, la Regione trasferiva a chi si licenziava, in un’unica soluzione, circa 25 mila euro. Dal 2017 in poi, invece, è stato possibile dimettersi ottenendo poco meno di 50 mila euro, ma distribuiti i cinque anni, con un’indennità di circa novemila euro l’anno. Adesso chi vorrà rientrare dovrà restituire quelle somme.

La norma è stata inserita a seguito di un emendamento approvato in Commissione, proposto dal capogruppo di Forza Italia Giuseppe Milazzo insieme ai deputati Edy Tamajo, Riccardo Savona, Alessandro Aricò e Vincenzo Figuccia.

Si tratta in ogni caso di un provvedimento destinato a far discutere, considerato che dal prossimo gennaio, quando dovrebbero prendere il via le assunzioni in Resais, maggiore sarà il numero di unità lavorative all’interno del bacino, minore rischia di essere il trattamento economico destinato a ciascun ex Pip. Insomma, il reintegro di chi aveva abbandonato non comporterà un maggior impegno di spesa da parte della Regione, per cui le somme erogate potrebbero, semplicemente, dover bastare per più contratti. Innescando non pochi mal di pancia da parte di chi, in questi anni, è rimasto a fare il proprio lavoro mese dopo mese.

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