Acqua, intesa Regione-Ignv per trovare nuove risorse idriche

Superata l’emergenza bisogna guardare all’ordinarietà. Ricordo che abbiamo 41 dighe in Sicilia e purtroppo meno della meta’ sono utili ai fini dell’approvvigionamento idrico, potabile e irriguo per le campagne. Ci siamo chiesti perché non si è pensato prima, perché le dighe ancora oggi sono inutilizzabili? Perché 21 dighe non sono state collaudate dopo 40 anni? Come vedete, ogni emergenza è frutto di omissione, superficialità e approssimazione”. Così il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci a Palazzo d’Orleans in merito all’emergenza idrica che ha colpito l’Isola, spiegando che tra i vari progetti al vaglio, uno coinvolge Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia con il quale sara’ sottoscritto un protocollo d’intesa “per capire se ancora in alcune aree dell’Isola possiamo utilizzare bacini particolarmente dotati e copiosi”.

Musumeci ha ricevuto dal governo nazionale poteri speciali per fare fronte alla crisi idrica di Palermo. Un primo incontro si è svolto sulle dighe e, nei prossimi giorni, il governatore incontrerà “i pochissimi ingegneri che si occupano della vigilanza h24 delle chiuse, appena 14: non bastano, dobbiamo acquisire altro personale tecnico. E ancora, capire quali sono le ragioni che non consentono di raccogliere acqua. In Sicilia otteniamo solo l’11 per cento dell’acqua piovana, tutto il resto si perde. E adoperarci attraverso una serie di progetti con fondi extraregionali. Quello che non si è fatto in vent’anni speriamo di farlo in 5 anni. Intanto assicuriamo l’approvvigionamento a Palermo che è l’unica città capoluogo che per il 50 per cento utilizza bacini artificiali”