Accorpamento Crias e Ircac nell’Irfis, organizzazioni degli artigiani siciliani contro Armao

“Accanimento, ostilità e strumentale tatticismo: siamo davvero delusi dall’incomprensibile comportamento del vice presidente della Regione a cui sembra proprio non interessare la volontà degli artigiani che verrebbero fortemente penalizzate dalla soppressione della Crias”. Tornano a farsi sentire Cna, Confartigianato, Casartigiani e Claai dopo l’ennesima fuga in avanti dall’assessore Gaetano Armao, il quale – affermano – “indifferente alle nostre richieste, si ostina a portare avanti una complessa e delicata riforma, come quella del credito agevolato, operando veri e propri blitz dentro gli organismi parlamentari. Noi non ci stiamo e non molleremo la presa – aggiungono – stiamo assistendo ad una sorta di telenovela in salsa siciliana, a colpi di gomma e a colpi di penna: ora per cancellare, ora per riscrivere, ora per modificare un testo che non è stato mai condiviso e concertato assieme alle Organizzazioni di categoria. L’ultimo passaggio, in ordine temporale, quello consumatosi all’interno della Commissione delle Attività Produttive, in cui i deputati si sono trovati di fronte un emendamento a firma proprio dell’assessore all’Economia che di fatto ripropone l’accorpamento degli enti. L’Articolo originario, che prevedeva l’assorbimento di Crias e Ircac nell’Irfis, aveva innescato subito le prime aspre critiche, ed era stato stralciato dalla Finanziaria per volontà della Commissione Bilancio. Adesso Armao è tornato alla carica, rilanciando il suo progetto, destinato a suonare come una condanna a morte per le piccole e medie imprese, costrette a non potere più accedere, in modo lineare e quasi immediato, al credito agevolato, le cui modalità di gestione finirebbero per essere controllate dalla Banca d’Italia. Il banco di prova sarà ovviamente l’Aula – concludono Cna, Confartigianato, Casartigiani e Claai – nella quale riponiamo fiducia e senso di responsabilità. Una riforma di questo genere non può essere licenziata con operazioni politiche repentine, frenetiche e persino contraddittorie, ma va varata attraverso uno strutturato ed organico disegno di legge, che sia frutto di un proficuo tavolo di confronto con le parti sociali ed economiche e dopo avere trovato la sintesi che rilanci seriamente e concretamente il credito agevolato in Sicilia nell’interesse reale dei destinatari del provvedimento e non come, quella ipotizzata, di ostacolo per lo sviluppo delle aziende, degli artigiani e del territorio. Stiamo valutando l’attivazione di una serie di iniziative di sensibilizzazione – concludono le quattro Organizzazioni di categoria – da realizzare prima e durante i lavori del Parlamento. Poi se sarà il caso, non faremo mancare la mobilitazione e le proteste di piazza”.


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