Palermo, al Real Albergo dei Poveri la mostra “Robert Capa Retrospective”

La fotografia di Robert Capa giunge a Palermo: dal 25 aprile al prossimo 9 settembre, presso il Real Albergo dei Poveri, sarà possibile visitare la mostra “Robert Capa Retrospective, dedicata a questa figura di spicco del fotogiornalismo del XX secolo. La rassegna, organizzata da Civita in collaborazione con Magnum Photos, che celebra i 70 anni dalla fondazione, e la Casa dei Tre Oci, è promossa dall’Assessorato regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana in occasione di Palermo capitale della Cultura 2018.

La rassegna presenta 107 fotografie in bianco e nero, che Robert Capa, pseudonimo di Endre Friedmann, ha scattato dal 1936 al 1954, anno della sua morte in Indocina per una mina antiuomo. L’esposizione si articola in 12 sezioni: Copenhagen 1932, Francia 1936-1939, Spagna 1936-1939, Cina 1938, Gran Bretagna e Nord Africa 1941 – 1943, Italia 1943 – 1944, Francia 1944, Germania 1945, Europa orientale 1947, Israele 1948-1950, Indocina 1954. Una sezione è poi dedicata ai Ritratti di amici e artisti: Gary Cooper, Ernest Hemingway, Ingrid Bergman, Pablo Picasso, Henri Matisse, Truman Capote, John Huston, William Faulkner, Capa stesso insieme a John Steinbeck, e infine un ritratto del fotografo scattato da Ruth Orkin nel 1951.

La mostra comprende, inoltre, una sezione speciale dedicata alle fotografie scattate da Capa in Sicilia, qui giunto nel luglio del 1943, a bordo di una nave che portava rifornimenti e fungeva da copertura per l’avanzata della Settima Armata del generale George D. Patton. Durante la visita sarà messa a disposizione di tutti i visitatori, inclusa nel biglietto di ingresso, una audioguida in italiano e in inglese, con cui seguire tutto il percorso espositivo.

Eliminando le barriere tra fotografo e soggetto, le opere di Capa raccontano la sofferenza, la miseria, il caos e la crudeltà della guerra. Gli scatti, divenuti iconici – basti pensare alle uniche fotografie (professionali) dello sbarco in Normandia delle truppe americane, il 6 giugno 1944 – ritraggono cinque grandi conflitti mondiali del XX secolo, di cui il fotografo è stato testimone oculare. “Se la tendenza della guerra – osserva Richard Whelan, biografo e studioso di Robert Capa – è quella di disumanizzare, la strategia di Capa fu quella di ri-personalizzare la guerra regi­strando singoli gesti ed espressioni del viso”.

A Troina, in provincia di Enna, sorgerà anche un museo dedicato al fotografo di guerra ungherese, nel quale verranno esposte in modo permanente 62 stampe fotografiche.