La denuncia del M5S: “Chiosco Ribaudo deturpato, chiesta verifica agli organi competenti”

Il gruppo consiliare del M5S di Palermo, composto da Concetta Amella, Giulia Argiroffi, Ugo Forello, Igor Gelarda, Viviana Lo Monaco, Antonino Randazzo, congiuntamente ai deputati della Regione Siciliana Roberta Schillaci, Luigi Sunseri e Giampiero Trizzino, ha inoltrato agli organi competenti una richiesta di verifica sulle deturpazioni del chiosco Ribaudo di Ernesto Basile di piazza Giuseppe Verdi.

“Come è possibile che nel cuore della città, al centro della sua piazza più rappresentativa, siano perpetrati, da anni, abusi ignobili e deplorevoli, nell’indifferenza totale di cittadini, amministrazione e soprintendenza? A porre la domanda sono i portavoce del Movimento 5 Stelle eletti a Palermo.

La lista delle irregolarità è incredibilmente lunga: aumenti di volumetria, ben quattro verande in alluminio anodizzato, trasformazioni di finestre in porte, asportazione di elementi di marmo decorati, forature indiscriminate di pietre e rivestimenti, macchine refrigeranti a bucare muri, gabbie metalliche, corpi illuminati impropri e poi sporcizia e degrado, con stracci, scope, secchi e detersivi addossati ai chioschi progettati da Ernesto Basile a fine ‘800 che fanno da cornice alla piazza: il chiosco Ribaudo (1894) e il chiosco Vicari (1897).

“Sarebbe naturale aspettarsi, prima ancora di una valorizzazione del patrimonio artistico e culturale racchiuso in questo spazio, il rispetto per i gioielli di architettura che ne costituiscono il patrimonio e prima ancora qualche forma di consapevolezza”, dicono i consiglieri Giulia Argiroffi, Ugo Forello, Viviana Lo Monaco e Antonino Randazzo. “Evidentemente non esiste consapevolezza in chi ci amministra, in chi ci rappresenta ad ogni livello e non esiste, purtroppo in noi palermitani. La riflessione più amara che emerge è che siamo talmente assuefatti al degrado e all’offesa della bellezza da rimanere indifferenti, da non accorgerci neanche quando l’offesa è davanti ai nostri occhi, neanche quando è paradossale”.

Ancora più grave appare la situazione in considerazione del fatto che si tratta di immobili dati in uso a privati dietro concessione, ma di proprietà pubblica, comunale, certamente sottoposti a vincolo ope legis da parte della Soprintendenza.

Che tipo di credibilità può avere un’amministrazione comunale e una soprintendenza che assistono senza intervenire a tutela del patrimonio immobiliare e monumentale che sarebbero tenuti a gestire direttamente?  Che credibilità può avere la nostra comunità che non si indigna e non chiede immediatamente di ripristinare la normalità, eliminare gli abusi, individuare i colpevoli materiali, e anche quelli che avrebbero dovuto vigilare e tutelare e non lo hanno fatto, eliminare il degrado, recuperare e valorizzare i nostri gioielli?”.

La lettera del Movimento 5 Stelle di Palermo è stata inoltrata alla Polizia municipale e alla Soprintendenza, e per copia conoscenza agli assessori comunali e regionali, agli uffici di riferimento e all’Università degli Studi di Palermo, per “chiedere di verificare e intervenire immediatamente al fine di ripristinare ordine, legalità e rispetto”.

Il M5S: "Abbiamo inoltrato agli organi competenti una richiesta di verifica sulle deturpazioni del chiosco Ribaudo di Ernesto Basile di piazza Giuseppe Verdi"