Cento poltrone per due

Hanno già fatto man bassa di poltrone: presidenze di Camera e Senato, vicepresidenze, vice-vice presidenze, commissioni, poltroncine, poltroncinette e poltroncinettine. Persino i divani. Di Maio e Salvini si stanno spartendo cento e più poltrone in parlamento e presto lo faranno anche nel governo, nel sottogoverno e nel sotto-sotto governo.
Ma cosa c’è sotto? Ci sono altre cento poltrone: quelle dei seggi. Sono infatti cento i seggi che il Movimento Cinque Stelle deve riuscire a racimolare, più o meno, per avere una maggioranza. Sarebbero teoricamente cinquanta quelle che deve racimolare il centrodestra. Ma diventano cento e più senza Forza Italia, scontata  dai suoi eventuali fuoriusciti.
Se cento più cento dà duecento, è quindi chiaro che il governo lo farebbero Salvini e Di Maio, dividendosi il potere e beffando gran parte del proprio elettorato, chi più chi meno. D’altronde,  è credibile l’ipotesi che si torni a votare nel giro di pochi mesi? Quali sarebbero i neo eletti e i plurieletti a rischiare nuove elezioni, sia pure con sondaggi favorevoli? Praticamente nessuno e sicuramente meno di cento.
Si profila quindi sempre più l’ipotesi di un governo Lega-Cinque Stelle che sarebbe un governo purchessia. O meglio, un governo delle poltrone, un governo della casta che più casta non si può, un governo da Prima Repubblica e forse anche prima… [segue]