Pagliaro (Cgil) e Mannino (Flai) a Musumeci: “Un governo senza maggioranza ha il dovere di confrontarsi sulle riforme”

Alfio Mannino, segretario della Flai Cgil

“Al Presidente Musumeci vogliamo dire che il tempo inesorabilmente continua a scorrere e non è affatto neutro, lo sanno bene il 41,8% dei siciliani a rischio povertà, lo sanno bene anche le ragazze e i ragazzi con un’età compresa tra 15-24 anni,un 1/3 dei quali è Neet ”. In una nota congiunta replicano così Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia e Alfio Mannino, segretario della Flai, alle affermazioni del Presidente della Regione, Nello Musumeci davanti alla platea degli industriali, nei giorni scorsi, a Catania, riportate da un quotidiano locale.

“La lentezza o la prudenza, come la definisce il presidente Musumeci – aggiungono i due sindacalisti – sono due facce della stessa medaglia, sono la storia che si ripete e del peggio che diventa sempre peggio. La lentezza del governo Musumeci è come quella proverbiale dei nostri treni: quelli veloci restano ancora un sogno che, governo dopo governo, s’infrange nell’infinita attesa del cambiamento.”

Sulle riforme Pagliaro e Mannino sottolineano che “sono fondamentali, non a caso siamo stati i primi a rivendicarle raccogliendo ogni volta senza esitazione la sfida. Esse però – rilevano – non possono essere intese come demolizioni seguite da nessuna ricostruzione, sarebbe troppo facile. Inoltre un governo senza maggioranza avrebbe il dovere di condividerle e di costruirle favorendo il confronto con le parti sociali e il Parlamento e non ci pare che tutto ciò stia accadendo”.

E a Musumeci che dice che “non si farà piegare”, Pagliaro e Mannino replicano dicendo che “non si possono spezzare nemmeno le lavoratrici e i lavoratori più deboli”. “Lo pseudo piano stralcio dei rifiuti da una parte e la cancellazione dell’Esa, i tagli alle risorse dei forestali, la vertenza dei consorzi di bonifica dall’altra – osservano i due esponenti della Cgil – sono lo specchio di un’azione politica debolissima con i poteri forti e fortissima con i deboli: la Sicilia così non diventerà mai bellissima”.