Lav e Comune di Palermo insieme per favorire le adozioni dei cani randagi

È stato presentato questa mattina, a Villa Niscemi, un progetto per incentivare le adozioni dei cani randagi, che vede protagonisti la Lav (Lega anti vivisezione) e il Comune di Palermo, con il coinvolgimento dei rappresentanti di alcuni canili d’Italia maggiormente impegnati in questo ambito. “Una generosa cooperazione – ha dichiarato il sindaco Leoluca Orlando – anche al fine di alleggerire al più presto il Canile, una struttura che ha bisogno di urgenti lavori di risanamento”. Altro obiettivo: “Garantire una più radicata cultura della prevenzione, e per questo saranno messe a disposizione di volontari e operatori specifiche attività di formazione e aggiornamento”.

Cinque gli aspetti ai quali si intende prestare attenzione: la gestione dei cani randagi liberi sul territorio, la tutela della salute pubblica ad opera del Comune, della ASP, dell’IZS e dell’Ordine dei medici veterinari di Palermo (controllo delle nascite, della leishmaniosi canina e delle zoonosi, la movimentazione legittima dei cani fuori regione), la gestione delle segnalazioni degli animali rinvenuti sul territorio e il pronto soccorso h 24, gli interventi di miglioramento strutturale del canile comunale, le adozioni responsabili e le agevolazioni a favore degli adottanti.

“Il progetto – ha aggiunto Orlando – è la dimostrazione che anche in una situazione critica e complessa si può dare vita a un sistema efficace ed efficiente, intervenendo non solo con riferimento alla realtà ‘canile’ ma anche sul territorio, con attività per preparare al meglio gli operatori”. Grande fiducia nell’iniziativa da parte del primo cittadino di Palermo: “Ci sono tutte le premesse perché questo progetto possa costituire un precedente positivo e utile anche per altre Amministrazioni comunali del Sud afflitte dalla piaga del randagismo che, oltre ad avere conseguenze sulla qualità della vita degli animali, rappresenta un costo per l’Amministrazione e dunque per la collettività. Secondo stime LAV, infatti, in Italia un cane in canile costa mediamente 1.277,50 € l’anno, che salgono a 8.942,5 € considerando il tempo medio di permanenza di un cane in un canile, che in assenza di adozioni è di 7 anni. Se moltiplichiamo questa stima per i cani presenti nei canili, si raggiungono cifre davvero esorbitanti a carico dei cittadini: una ragione in più – ha concluso Orlando – per operare nella maniera più efficace possibile”.

“Il progetto – ha spiegato Federica Faiella, responsabile Lav Adozioni – nasce esattamente un anno dopo le proteste di un gruppo di volontari che, fuori del Canile di Palermo, si batteva per la tutela del diritto all’adozione consapevole e responsabile dei cani ospitati nella struttura. Con lo stesso intento, l’Area adozioni LAV e il Comune di Palermo hanno lavorato, nel corso degli ultimi mesi, per realizzare questo progetto a favore dei cani randagi del Comune, siano essi ospitati in canile o liberi sul territorio, e per la prima volta sono scese in campo realtà ‘virtuose’ di altre zone d’Italia per mettere a disposizione la propria esperienza”. E ancora: “Siamo intervenuti – ha aggiunto Faiella – per offrire una prospettiva costruttiva, con un approccio progettuale come strumento di soluzione alle criticità del territorio e di tutela degli animali coinvolti: le parole chiave di questo progetto sono adozioni, risanamento, formazione, prevenzione, cooperazione e salvezza per i quattro zampe presenti nel Canile comunale e nei canili privati convenzionati del Comune. 540 cani, tra i quali vi sono circa 80 cuccioli in cerca di una famiglia adottiva; le richieste di adozione possono essere inviate a adozioni@lav.it oppure vi invitiamo a consultare il sito LAV www.lav.it”. Krizia, Tigrina, Saline, Johanna, Roy sono i primi cani randagi in attesa di adozione.

Importante per il progetto anche il coinvolgimento dei rappresentanti di alcuni canili d’Italia, con comprovata esperienza nel campo delle adozioni: il Parco Canile di Milano, il Parco Canile di Firenze, il Canile di Modena, il Canile intercomunale di Magreta, La Fattoria di Tobia, il Canile sanitario di Bari, insieme ai referenti degli Uffici tutela animali dei Comuni di Milano, Firenze, Bologna e Formigine (Modena).