Portaborse Ars, la Corte dei conti: “Dubbi sulla legittimità delle assunzioni”

“Dal prossimo anno cambierà tuttoNon sarà più consentito lo spreco di risorse pubbliche per assunzioni di portaborse e collaboratori clientelariTaglieremo la somma destinata a ogni singolo parlamentare”. Aveva detto così lo scorso 4 aprile il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, commentando le contestazioni che la Sezione di Controllo della Corte dei conti ha inviato a tutti i gruppi parlamentari dell’Ars per il modo in cui, soprattutto i più numerosi, hanno utilizzato i fondi destinati ai contratti dei collaboratori esterni e dei cosiddetti dipendenti stabilizzati.

Parole che adesso trovano risonanza dai numeri che ha diramato la stessa Corte dei conti durante l’adunanza pubblica, che ha visto, proprio grazie a una legge scattata all’inizio di questa legislatura che ha messo a disposizione 58 mila euro per ogni onorevole, l’assunzione di ben 88 portaborse all’Ars. Assunzioni che la Corte dei conti sospetta siano illegittime.

A quanto pare la somma che ha a disposizione ogni deputato per i portaborse arriverebbe da un decreto datato 23 novembre dello scorso anno firmato dall’ex presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone che, però, non sarebbe mai stato portato in Consiglio di presidenza. Un dubbio sollevato dal presidente delle sezioni riunite della Corte dei conti Maurizio Graffeo, che ha chiesto ai singoli capigruppo dell’Ars se il decreto fosse mai passato al vaglio del Consiglio di presidenza. Una domanda alla quale tutti hanno risposto che del decreto avevano appreso l’esistenza solo dopo i rilievi mossi dai loro giudici contabili, appena pochi giorni fa, che avevano chiesto chiarimenti ai gruppi sulle assunzioni effettuate.

In totale, tra i precari storici dell’Assemblea regionale siciliana e i portaborse neo assunti, sono 162 le persone messe sotto contratto dai nove gruppi parlamentari, per una media di 2,3 per ognuno dei 70 deputati.