Ex Province ancora nel caos, Siracusa senza stipendi da inizio anno

Si prospetta un altro anno nero per le ex Province siciliane. Nello Musumeci lo ha promesso in campagna elettorale e in diverse conferenze stampa: la riforma delle ex Province ci sarà e gli enti intermedi otterranno maggiori funzioni. Ma all’orizzonte ancora si vede poco o nulla, il governatore ha in più occasioni ammesso di non avere più la maggioranza all’Assemblea Regionale e con questa premessa, nonostante le buone intenzioni, l’iter parlamentare di ciascuna legge che approda all’Ars non può che essere in salita.

Così, mentre tra i corridoi del Palazzo si lavora alla Finanziaria che dovrà necessariamente essere approvata entro il 30 aprile, ecco che la riforma delle ex Province appare a dir poco sfocata all’orizzonte. Un quadro che di certo non lascia sereni i lavoratori, che guardano con preoccupazione alla situazione di Siracusa, temendo un effetto domino che possa riguardare tutti i nove enti intermedi.

Quella di Siracusa, infatti, è una situazione border line che si trascina ormai da anni e che ha portato all’attuale stallo, coi lavoratori che non percepiscono stipendi da inizio anno. Poco prima di Pasqua è arrivato un “anticipo” di stipendio di appena 700 euro e c’è chi ammette che non sono isolati i casi di intere famiglie ormai all’osso, costrette a rivolgersi “alla Caritas per mettere insieme il pranzo e la cena”.  Ma se la riforma dovesse tardare ad approdare all’Ars quella di Siracusa non sarebbe che la punta dell’iceberg.