Pomini, rigore parato e dedica alle figlie: torna a Palermo il calcio da Novantesimo minuto

Palermo accende un cero ad Alberto Pomini, il santo protettore che proprio sotto la montagna della Santa, quella vera di nome Rosalia che veglia sulla città e sormonta lo stadio, evita una caduta disastrosa e neppure tanto immeritata.

Contro un Pescara che sembrava essersi auto immolato all’ennesima sconfitta, orfano da tempo di Zeman e da pochi giorni del suo successore, il Palermo è riuscito ancora una volta a dimostrare che nulla può essere dato per scontato anche se la distanza in classifica indica un evidente divario di ambizioni.

Si aspettava una prova che facesse dimenticare la sconfitta di Parma e consentisse di mettere definitivamente da parte polemiche e rabbia, è arrivata la conferma che la lancetta del carburante è sul rosso fisso. La speranza è che sia causa delle 4 partite in 7 giorni e degli impegni a cui sono stati sottoposti i giocatori convocati dalle nazionali, perché se così non fosse ci sarebbe davvero da tremare.

La serie A è ad un passo, l’aggancio al secondo posto è riuscito, c’è anche il vantaggio del confronto diretto con il Frosinone, ma fanno paura le troppe pause che il Palermo si concede specie in casa e le minacce che arrivano da Parma. Proprio gli emiliani sono i rivali più pericolosi, non solo per i 5 punti rimontati in meno di una settimana ma anche perché in caso di arrivo appaiati hanno il non trascurabile vantaggio della vittoria di Pasquetta da mettere all’incasso.

Contro il Pescara il solito copione: un certo predominio territoriale, il vantaggio frutto di un episodio e di una estemporanea giocata di Coronado, una certa dose di sfiga per il pareggio subìto e la possibilità più che concreta di perdere la partita. Era già accaduto recentemente contro il Foggia, stavolta Pomini ci ha messo una pezza facendo l’impresa che a Parma aveva solo sfiorato. Il rigore parato a Brugman vale oro, la dedica alle figlie sedute in tribuna a tifare Palermo con la maglia rosanero addosso ci riporta a quel calcio da Novantesimo minuto di cui talvolta avvertiamo una nostalgia tanto ma tanto canaglia.


Widget not in any sidebars