Luca Sammartino indagato, il M5S: “Si autosospenda da presidente Commissione Lavoro dell’Ars”

Tra le nove persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Catania per le presunte irregolarità in un seggio speciale allestito nel centro assistenza per anziani Maria Regina, a Sant’Agata li Battiati, nel Catanese, durante le scorse elezioni regionali in Sicilia, c’è anche il presidente della commissione Lavoro all’Ars, Luca Sammartino. Il candidato del Pd nel corso delle elezioni ottenne 32 mila preferenze. I reati ipotizzati, a vario titolo, per i nove indagati sono errore determinato dall’altrui inganno e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale.

Le indagini sono partiti dopo il video pubblicato da un uomo su Facebook, che contestava il voto espresso dalla madre, interdetta, che avrebbe votato senza che nessuno dei figli avesse firmato l’autorizzazione. Un filmato che lo stesso Sammartino aveva commentato, in una nostra intervista, affermando: “Sono procedure che fa il Comune, che nulla hanno a vedere con me o con altri singoli candidati. Procederò per le vie legali per difendere il mio nome”. 

Immediata la reazione dei deputati regionali del M5S all’Ars:Sammartino si autosospenda dalla carica di presidente della commissione Lavoro e Formazione dell’Ars, fino a quando la sua posizione non sarà chiarita. Ricopre una carica istituzionale di rilievo all’interno del Parlamento siciliano e per questo riteniamo opportuno che si faccia da parte, in attesa che la magistratura faccia luce su una vicenda grave”.

“Come abbiamo già avuto modo di affermare, la scorsa settimana, per un’altra indagine della Procura di Catania per corruzione elettorale – aggiungono i deputati – torniamo a ribadire che se le accuse dovessero essere confermate e supportate da sentenze passate in giudicato, avremmo la prova materiale che le elezioni in Sicilia sono state falsate“.

Già in campagna elettorale – ricordano gli esponenti del M5S – avevamo sollevato il rischio di pratiche clientelari di scambio elettorale, e non a caso parlavamo di ‘impresentabili’ nelle liste e rischio di inquinamento del voto. Siamo stati ignorati dal governo Gentiloni, che ha bocciato la richiesta di intervento degli osservatori dell’Osce. Nel frattempo, gli uomini di partito ci prendevano in giro, dicendo che era impossibile chiederne l’intervento dato che si trattava di ‘consultazioni locali’. Eppure c’erano dei precedenti. Oggi arriva l’ennesima indagine a carico di un altro esponente della politica siciliana. Quantomeno per rispetto dell’Istituzione che rappresenta Sammartino faccia immediatamente un passo indietro. C’è una questione morale che non può essere ignorata né sottaciuta”.